Partito Democratico in assemblea, Libertucci: “Costruiamo un progetto nuovo nel segno della discontinuità col passato”

Raccolgo l’invito politico del Presidente e del Segretario e ho modificato parte del mio intervento per renderlo costruttivo di una possibile intesa. Tuttavia non posso non iniziare l’analisi del voto e della situazione politica non partendo dal risultato elettorale del 2013.

Furono fatte in quegli anni scelte come molti sanno non sono mai state da me condivise giusto per non fare giri di parole, le scelte non condivise furono quelle di un allargamento a pezzi del centro destra camuffati da centro e la inclusione di candidati al di fuori dell’area di centro sinistra e la creazione di liste “parapd”. Ma quella idea di prendere pezzi del centro destra divenne realtà palese ed indiscutibile con le elezioni del 2013. Ci sono pochi reduci dei DS qui, ma forse Messere lo ricorda che nel 2002 durante una drammatica direzione i DS dissero no a all’ingresso di Patriciello perdendo poi le elezioni. Mi verrebbe da pensare quanto fummo sciocchi, avremmo vinto già allora ma avemmo il coraggio di dire no.

Certo è storia ma se nel 2013 vincemmo con i 21 mila voti di Udeur di Niro e Rialzati Molise di Cotugno e oggi il centro Destra rivince con i popolari sempre di Niro e con Orgoglio Molise guarda un po’ sempre di Cotugno qualche scelta bisognerà fare.

Ha ragione Cuperlo quando dice, parlando del PD nazionale, che ci troviamo di fronte ad una scelta: se fare del PD un partito Macronista o un partito a chiara vocazione di Sinistra. E anche qui nel Molise siamo di fronte ad una scelta: se scegliere di aspettare che qualcuno ripassi da destra a Sinistra o se invece provare ad andare prendere i voti da destra e al centro per tornare a vincere o provare a rivincere a Campobasso e Termoli dove si vota il prossimo anno.

A me certo non interessa aspettare né Niro né Cotugno né altri, a me interessa scrivere un progetto politico a chiara connotazione di sinistra che sappia aggregare i partiti sia del centro democratico che della sinistra più radicale. Io ho quasi sessant’anni e ho lottato in gioventù per molti diritti e ho goduto di diritti che avevano conquistato i miei padri. Oggi ci sono da riconquistare e difendere quei diritti a partire dalla scuola che sia capace di formare i nostri ragazzi e i nostri giovani mantenendo quell’equilibrio tra pubblico e privato creato faticosamente e che oggi va semplicemente difeso. Cosi come va difesa la sanità, ricreando l’equilibrio che l’ultima legislatura ha mutato.

Mi interessa un progetto politico che guardi a bisogni concreti, semplici e primari dei cittadini difendendo e valorizzando la vocazione agroalimentare e sviluppando quelle attività economiche compatibili con il nostro meraviglioso territorio e il patrimonio culturale, creare una mobilità stradale e ferroviaria degna di una regione moderna, sostenere le fasce deboli con sostegni sociali e le zone disagiate con agevolazione di fiscalità di vantaggio.

Certo ovviamente un nuovo progetto politico diverso dal precedente ha bisogno di una nuova classe dirigente. Sono stato criticato per aver detto privatamente e pubblicamente che chi ha governato e chi ha retto questo partito deve fare un passo indietro o di lato dando così la possibilità di costruire un progetto politico diverso dal recente passato. Ad un certo punto in politica ci vogliono segnali e il segnale che questo partito merita è discontinuità che non vuol dire semplicemente sostituire qualcuno nella gestione del potere, ma per me significa creare e portare avanti un progetto politico ripeto diverso dal precedente nelle linee e nelle aggregazioni politiche e sono sempre più che mai convinto che questo lo si possa realizzare con una classe dirigente nel segno della discontinuità col passato.

Concludo con un passaggio organizzativo proponendo a questa assemblea di eleggere oggi stesso un comitato di coordinamento rappresentativo di tutto il territorio. Domani deve essere chiara quale è la strada che prende questo partito.