Papa Francesco, un grande tassello aggiunto alla Storia di Campobasso

 

unimolSolitudine e tristezza. Sono questi i sentimenti provati nel vedere l’elicottero bianco dell’Aeronautica Militare della Repubblica Italiana con a bordo Papa Francesco, levarsi verso l’alto in direzione Castelpetroso.

Sentimenti che contrastano con l’enorme gioia di questa mattina quando, alle 8.29 (mezz’ora prima sulla tabella di marcia), lo stesso elicottero ha sorvolato l’area dell’ex Romagnoli a Campobasso per raggiungere, invece, il luogo dell’atterraggio che ha portato il Pontefice nella nostra città. Un saluto fragoroso si è levato in cielo, quasi a volerlo raggiungere mentre si preparava per la prima tappa della storica visita nel Molise, quella presso l’aula magna dell’Università del Molise. L’Arcivescovo della Diocesi Campobasso-Bojano Monsignor Giancarlo Bregantini e il Magnifico Rettore dell’Unimol Gianmaria Palmieri erano lì, ad attenderlo col petto gonfio di gioia e di quel sentimento che solo chi lo prova riesce, qualche volta, a descrivere: ce l’ho fatta! Si racchiude in queste parole quel sentimento. Proprio così, perché dopo il 1995 quando Carol Wojtyla Papa Giovanni Paolo II venne a depositare la prima pietra del polo ospedaliero della Cattolica (ma quella fu una visita quasi lampo), oggi 5 luglio 2014 si tratta di Storia con la S maiuscola.papa_05.07.14_41

Tra due ali di folla festanti Papa Francesco si è diretto all’aula magna dove accomodatosi sul palco ha ascoltato i saluti di ringraziamento del Rettore ed il suo discorso introduttivo. E’ stata donata un’opera del pittore Antonio Di Maria, “Maternità rurale”, profondamente significativa nel suo simbolismo riflettente una regione intera vocata da sempre all’agricoltura e alla cura dei pascoli. “Una terra dove si è ancora costretti ad andare fuori per potersi affermare, ma ricca di genuini valori e sane tradizioni. Santo Padre, grazie per averci aperto il cuore alla speranza”. Queste in sintesi le parole di Palmieri.

papa_05.07.14_9In rappresentanza dei lavoratori ha preso poi la parola Elisa Piermarino di Campomarino, operaia alla Fiat di Termoli la quale ha ribadito che il Molise “… è una piccola ma molto laboriosa regione”. Ha accennato alla crisi economica che viviamo in quest’epoca senza dimenticare le realtà industriali di Isernia e Venafro, soprattutto quella tessile. Poi un argomento molto caro al Vescovo Bregantini: “alla catena di montaggio della Fiat si lavora senza sosta. C’è stato in passato un ammodernamento, un ricambio generazionale che adesso purtroppo è diventato molto più lento a causa della crisi. I centri commerciali e tantissime attività lavorano anche la domenica, togliendo alla famiglia la gioia di stare insieme e tempo prezioso che mai nessuno restituirà”.

Per il mondo degli agricoltori, è toccato al riccese 28enne Gabriele Maglieri, dottore in Agraria, esprimere un breve ma significativo pensiero. “Tre parole fondamentali: Custodia; gli agricoltori siano i custodi della terra. Dignità: quella che manca ad esempio agli extracomunitari che lavorano i campi per pochi spiccioli al giorno senza nessuna tutela. Giustizia: quella che deve esserci nell’erogazione dei finanziamenti europei a favore dell’agricoltura, ad esempio per il prossimo quinquennio. Un litro di gasolio per i nostri trattori non può valerne tre di latte delle nostre mucche. Bisogna essere contadini per vocazione e non per costrizione. Il Molise diventi un laboratorio per il rilancio di tutte le piccole aree rurali d’Italia”.papa_05.07.14_12

Il Pontefice, nel suo discorso in risposta ai due rappresentanti, ha ripreso proprio il tema del lavoro, quello della terra. “Dio rompe gli schemi. Per andare avanti c’è bisogno quindi di rompere gli schemi. Essere creativi come lo deve essere il contadino nel suo dialogo con la terra, per farla fiorire e renderla feconda per tutti. Custodire la terra perché dia frutto senza essere sfruttata. In America, la mia terra, vengono quotidianamente distrutte foreste per far spazio ad una terra che non potrà mai dare vita”. E poi, a proposito del lavoro domenicale: “… Quando ero giovane, nel confessionale chiedevo ad una giovane mamma: quanti bimbi hai? Giochi mai con i tuoi bambini? Stiamo perdendo questa saggezza di giocare con i nostri bambini. Bisogna fare una scelta etica e dare spazio alla gratuità. Quali sono le nostre priorità? Non quelle economiche ma familiari e amicali. Dio che rompe gli schemi dà la libertà. Vorrei che venisse attuato un patto per il lavoro; posti di lavoro potrebbero essere creati cogliendo appieno le normative nazionali ed europee. Non avere lavoro non è non poter mangiare, ma significa non portare il pane a casa, il che toglie dignità!”.papa_05.07.14_118

Dopo una serie di scroscianti applausi alle 9.12 in punto è terminato l’appuntamento con il mondo del lavoro e della cultura presso l’Università degli Studi del Molise. Alle 10 precise, dopo aver percorso viale Manzoni in papamobile tra pellegrini festanti, il Santo Padre ha fatto il suo ingresso nell’area del vecchio Romagnoli dove in cinquantamila lo attendevano dalle 6.30 del mattino.

E lì si è consumata una giornata storica per la città di Campobasso.

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maurizio@seitorri.it