Operazione “Friends”, smantellata dai Carabinieri un’associazione dedita allo spaccio

Dall’alba di questa mattina, i Carabinieri del Comando Provinciale di Campobasso unitamente a quelli delle Provincie di Isernia e Frosinone, coadiuvati da unità cinofile e Squadrone Eliportato Cacciatori Puglia, hanno effettuato un’operazione per l’esecuzione di una misura di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Campobasso su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia nei confronti di 20 indagati, di cui 4 campobassani tratti in arresto appartenenti alla comunità rom, ben inserita nel tessuto sociale cittadino, contraddistinta dal vincolo di parentela e lingua, ritenuti responsabili a vario titolo, di associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.

I particolari dell’operazione resi noti in conferenza stampa dal Comandante Provinciale di Campobasso, Colonnello Luigi Dellegrazie, insieme al Comandante del Reparto Operativo Ten.Col. Alfredo Zerella, hanno evidenziato come per la prima volta il luogo di rifornimento della cellula cittadina fosse il basso Lazio, la Ciociaria, e non le solite piazze pugliesi e/o campane. Inoltre le due coppie tratte in arresto operavano in stretta sinergia con personaggi contraddistinti da vincolo di stretta parentela sul posto, dai quali ricevevano lo stupefacente (perlopiù cocaina ma anche eroina e marijuana) da piazzare nella città di Campobasso con base in un’abitazione nel quartiere San Giovanni.

Le intercettazioni telefoniche ed ambientali degli uomini dell’Arma dal giugno 2021 al febbraio 2022 hanno fatto venire alla luce un florido viavai di clienti “trasversali” del capoluogo che giornalmente proprio lì si recavano per approvvigionarsi della dose (circa 2.000 cessioni documentate) da 0,3 o 0,5 grammi al prezzo stabilito di 50 euro e non al di sotto dei 45, come lo stesso capo dell’organizzazione, C.F. classe 1986, avrebbe “d’imperio” stabilito e rigorosamente verificato che la cifra venisse rispettata dalla sua rete di piccoli spacciatori. Lo stesso “capo” si sarebbe occupato, invece, di quantitativi superiori, i quali sarebbero dovuti essere trattati direttamente con lui dall’acquirente.

Un altro duro colpo, dunque, alla criminalità organizzata in ambito di traffici illeciti di sostanze stupefacenti (che purtroppo nel capoluogo esiste ed opera come non mai) come ripete ormai da anni il Procuratore della Repubblica Nicola D’Angelo, alla base della stragrande maggioranza degli affari della malavita e dei crimini quasi sempre ad essi collegati.