I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Bojano hanno eseguito nella notte tre misure cautelari per detenzione con finalità di spaccio di sostanze stupefacenti e arrestato in flagranza di reato una quarta persona trovata in possesso di stupefacenti nel corso delle perquisizioni.
I soggetti, residenti nelle province di Campobasso e Foggia, erano attenzionati già dal dicembre 2017 avendo notato, i Carabinieri, un florido traffico nelle vicinanze delle loro abitazioni attraverso appostamenti e perquisizioni nel comune di Vinchiaturo (CB) e zone limitrofe. I tre giovani, tutti sui 24 anni, si rifornivano nel foggiano e poi spacciavano attraverso contatti telefonici, luoghi di ritrovo abituali, appuntamenti predeterminati in luoghi conosciuti dagli acquirenti tra Campobasso, Vinchiaturo, Gambatesa, Celenza Valfortore e Foggia. Oltre a 220 grammi di marijuana, 25 di cocaina (circa 110 dosi) e 60 di hashish i militari dell’Arma hanno rinvenuto anche gli attrezzi necessari a confezionare le dosi: bilancini di precisione e involucri di plastica. Un giovane di Gambatesa, infine, è stato trovato in possesso di 100 grammi di marijuana e tratto in arresto.
A spiegare i dettagli dell’operazione dell’Arma in conferenza stampa il Capitano dei Carabinieri Roberta Cozzolino con il procuratore della Repubblica Nicola D’Angelo con il Dr. Vittorio Gallucci e il Luogotenente della Compagnia di Bojano John Marino. Proprio Nicola D’Angelo si è soffermato sul problema della tossicodipendenza in provincia di Campobasso e nell’intero Molise. “Dai dati a livello nazionale in nostro possesso in Molise sono seguite dal Serd (Servizio Dipendenze) circa 1300 persone alle quali vanno aggiunte le famiglie che subiscono il contesto stesso di dipendenza per cui il numero si moltiplica notevolmente – ha affermato –. Il dato medio nazionale si attesta a 3 dipendenti ogni 1000 abitanti. L’isola felice Molise è a 4 ogni 1000, un dato elevatissimo, soprattutto per quel che concerne la dipendenza da cocaina. Come regione siamo al quarto posto a livello nazionale con un 7 per 1000 comprensivo anche di altri tipi di dipendenza come la ludopatia ad esempio. Faccio un appello a tutta la società civile e soprattutto ai giovani affinché si eviti di entrare in questo vortice e si pensi ad arginare il fenomeno attraverso maggiore prevenzione e conoscenza dei rischi. La stampa stessa, oltre a rendere pubbliche le operazioni eseguite dalle forze dell’ordine, si faccia promotrice di iniziative a favore della conoscenza del problema anche attraverso, ad esempio, le attività del Serd”.