No al formaggio senza latte, sit-in Coldiretti nelle piazze di tutta la penisola a difesa del Made in Italy

coldiretti sitin (11)“Con il finto Made in Italy l’Italia muore. Giusto prezzo per allevatori e consumatori. Stop alle speculazioni. Chi attacca il Made in Italy attacca l’Italia” e ancora: “NO al formaggio senza latte!” firma anche tu con Coldiretti per la tutela del Made in Italy, della qualità e della distintività della filiera lattiero-casearia”. Questi gli slogan eloquenti nell’ambito della manifestazione nazionale che Coldiretti ha promosso in tutta Italia a difesa del latte e derivati “Made in Italy”. Si è mobilitata, ovviamente, anche la Coldiretti del Molise. Insieme con molti altri capoluoghi di regione, anche Campobasso, questa mattina ha visto scendere in piazza gli allevatori ed i produttori di latte e derivati. I manifestanti si sono ritrovati nel parcheggio del centro commerciale “Centro del Molise” per un sit-in fino al pomeriggio.

coldiretti sitin (16)Ad animare la protesta circa 150 allevatori, produttori di latte e derivati, che hanno spiegato le motivazioni dell’iniziativa anche con la distribuzione di opuscoli informativi e la degustazione di prodotti, rigorosamente ‘Made in Italy’. Invitati a partecipare anche numerosi esponenti politici regionali tra cui il sindaco di Campobasso Antonio Battista, sempre sensibile a tematiche di questo tipo, il Governatore del Molise Paolo di Laura Frattura, l’assessore all’Agricoltura Vittorino Facciolla e il presidente della Provincia di Campobasso Rosario De Matteis. “La mobilitazione di quest’oggi – annuncia il presidente regionale della Coldiretti, Tommaso Giagnacovo – è solo il punto di partenza di una più ampia azione a difesa dell’intero ‘Made in Italy’. Un’azione necessaria per difendere i nostri prodotti, promuovendone la genuinità e la tracciabilità, e  spiegare ai consumatori le logiche aziendali delle multinazionali che vanno a danno tanto del produttore quanto del consumatore.  

coldiretti sitin (12)“Alla vacca si munge il latte, non il sangue”, così recita un proverbio “ma la multinazionale francese Lactalis (che ha acquistato marchi italiani come Parmalet, Locatelli, Invernizzi, Galbani) e alcune delle principali industrie del settore lattiero-caseario – dice Giagnacovo – non lo conoscono e agli allevatori italiani hanno deciso di mungere il sangue”. Così oggi accade che si sostituisce nei formaggi italiani il latte della Madre Patria con il latte di provenienza sconosciuta, senza l’indicazione dell’origine in etichetta e senza trasparenza sugli ingredienti utilizzati. “Infatti – aggiunge il direttore regionale della Coldiretti, Saverio Viola – solo una busta di latte UTC su 4, di quelle vendute in Italia, contiene latte italiano. Come se non bastasse, poi si pompano nelle vene delle industrie semilavorati di latte (cagliate, caseine e caseinati) di provenienza straniera, per produrre formaggi yogurt e mozzarelle, spacciandole per Made in Italy, con il risultato che una mozzarella su due, consumate in Italia, è prodotta con cagliate straniere”. 

Una situazione paradossale per cui si paga il latte agli allevatori pochi centesimi, meno di quanto costa produrlo, e nel contempo si lascia inalterato (fra i più alti livelli d’Europa) il prezzo per i consumatori. “Dall’inizio della crisi – ha detto Viola – hanno chiuso più di tre stalle al giorno e si sono persi 32mila posti di lavoro causando l’abbandono delle montagne e la diminuzione della varietà di prodotti e della sicurezza sulle nostra tavole e nei prodotti che diamo ai nostri bambini”.