Nessuna pietà per il Cinema Ariston, il MoVimento 5 Stelle chiede la testa dell’assessore Chierchia

5 stelle romagnoli (21)Duro affondo del MoVimento 5 Stelle cittadino all’assessore all’Urbanistica Bibiana Chierchia relativamente all’abbattimento del Cinema Ariston per costruire un edificio residenziale e commerciale così come accolto dal Tar nella sentenza emessa il 17 agosto scorso.

Un pezzo di storia della nostra città sta per essere cancellato a causa di innumerevoli pastrocchi amministrativi. L’avevamo preventivato e purtroppo è successo: lo scorso 17 agosto il TAR ha sostanzialmente accolto tutti i ricorsi delle parti interessate a realizzare un edificio residenziale e parziale area commerciale al posto dell’ex cinema teatro “Ariston”.

Ora più che mai si vede all’orizzonte l’ombra di un probabile risarcimento milionario che incombe sulla testa dei cittadini campobassani. Nella sentenza pubblicata mercoledì, infatti, si possono estrarre riferimenti a gravi difetti istruttori e di motivazione dei provvedimenti, vizi di eccesso di potere e finanche l’errata applicazione della normativa. Una procedura che ha fatto acqua da tutte le parti e che ha favorito il formarsi del silenzio assenso utile all’impresa GPE Group per realizzare il progetto di demolizione e ricostruzione del palazzo in via Cardarelli. Peraltro, il vincolo culturale della Soprintendenza che avrebbe potuto bloccare il procedimento è purtroppo arrivato con notevole ritardo rispetto ai 120 giorni previsti dalla legge. La salvaguardia imposta dalle misure cautelative ministeriali è stata ritenuta cessata il 3 luglio 2015, più di due mesi prima del decreto di dichiarazione dell’interesse culturale. A nulla è valso da parte del Comune formulare delle eccezioni perché il TAR le ha impietosamente ritenute destituite di fondamento. Tra l’altro, è a dir poco vergognoso addurre a giustificazione per il diniego la mancanza di un documento che, non solo è sempre stato presente tra gli allegati all’istanza edilizia, ma che comunque, nel caso, sarebbe potuto essere integrato anche successivamente. Come dire che si è navigato a vista nell’incertezza, per una decisione che è arrivata in ritardo e scarsamente motivata.

Il nuovo progetto
Il nuovo progetto

La professoressa Chierchia viaggia parallelamente rispetto agli uffici che dovrebbe sovrintendere. E meno male che il Comune di Campobasso ha un dirigente pagato 180 mila euro annui che avrebbe il compito di far funzionare bene la macchina amministrativa. Si poteva e si doveva fare il possibile per salvare la struttura tanto amata in città. Solo dopo aver tentato tutto ci si sarebbe potuti rassegnare a un destino diverso per quel sito, magari cercando di intervenire dove possibile perché il progetto di riqualificazione conservi le peculiarità della zona. Quello che non doveva assolutamente succedere è che ancora una volta il tribunale amministrativo interferisse nella programmazione del territorio e invece pare che ci si sia messi d’impegno perché accadesse. Alla luce di questo ennesimo disastro, consci che l’urbanistica campobassana debba essere affidata a un tecnico capace e distaccato dalla realtà locale, non possiamo che ribadire quanto già espresso con voto in un recente Consiglio comunale: l’assessore Chierchia deve dimettersi. Oppure il sindaco Battista si assuma la responsabilità di strapparle quella delega all’urbanistica tanto ambita quanto immeritata. Se non ora quando?