La lunga transizione dell’Azienda Speciale Regionale Molise Acque continua. Forse i cittadini-utenti non se ne sono accorti perché tutto il personale, con enormi sacrifici ed abnegazione, continua a compiere il “miracolo” di assicurare la continuità del servizio. Mentre, con la nascita dell’EGAM – Ente di governo dell’ambito del Molise ed il ventilato rischio di privatizzazione del Servizio Idrico in Molise, tutti parlano di Molise Acque forse non tutti sanno l’incredibile vicenda legata al suo management.
Risalgono all’aprile 2013 le dimissioni dell’allora Commissario Straordinario Michele Picciano. Lo stesso era succeduto ad un altro Commissario, Antonio Francioni. Dall’aprile 2013 si è dovuti arrivare al novembre di quell’anno per avere un Consiglio di Amministrazione funzionante, dopo sei mesi di “vacatio”. Ma la pienezza operativa durava poco: nel successivo aprile 2014 l’Azienda si ritrovava senza Direttore Generale. Solo nel luglio 2014 veniva assunto un Dirigente del Primo Servizio e solo e a ottobre il Direttore Generale. L’assetto era però destinato a durare poco. Con la Finanziaria regionale approvata a fine 2014 l’Azienda veniva di nuovo commissariata. Di li a poco si dimetteva il Direttore Generale Sergio Di Vico e tornava al precedente lavoro il Dirigente del Primo Servizio. Bisognava quindi attendere maggio 2015 per avere un nuovo Commissario che ha passato il testimone al suo successore e ad agosto arrivava – con un contratto di tre mesi, prossimo alla scadenza – il Dirigente del Terzo e Quarto Servizio. Questi i fatti. Ed ora? Non è dato sapere, ai cittadini-utenti molisani ed ai dipendenti dell’Azienda, quale futuro attenda il segmento di Servizio Idrico gestito dall’Azienda che – lo ricordiamo – è interamente di proprietà della Regione Molise.
Mentre l’anno 2015 volge quasi al termine vogliamo aggiungere che:
- non è stato ancora approvato il Bilancio consuntivo 2014;
- non è stato ancora approvato il Bilancio previsionale 2015;
- la Contrattazione Integrativa Decentrata aziendale è ferma al 2012.
Tutto il personale, mentre allibito assiste a questo incredibile stillicidio amministrativo, non può che continuare ad operare con coscienza ed abnegazione come ha sempre fatto. Ma con quali garanzie di legalità? Con quali garanzie circa il futuro dell’Azienda che dovrebbe continuare a svolgere il proprio ruolo? E non va taciuto che Molise Acque potrebbe assumere – con profitto per la collettività – ulteriori ruoli nell’ambito del servizio idrico integrato avendo il know-how necessario. E potrebbero, inoltre essere sviluppate attività produttive a corollario della gestione della risorsa idrica. È evidente che qualsiasi programma con un minimo di ambizione per lo sviluppo dell’Azienda necessita di una politica capace di andare oltre le logiche di spartizione del potere. Mentre quindi ci accingiamo a percorrere “a vista” questo ulteriore spazio di tempo che ci separa da una meta sconosciuta, la RSU Aziendale richiama l’attenzione delle forze politiche, della società civile e di ogni singolo abitante di questa Regione su quella che continua ad essere una vera e propria odissea.
La RSU Aziendale proclama quindi lo stato di agitazione e convoca l’assemblea del personale per esaminare l’ormai insostenibile situazione ed assumere le conseguenti decisioni.
Domenico Montagano, Walter Di Bartolomeo, Natalino Paone