Dall’Associazione Italiana Ospedalità Privata (Aiop) Regione Molise, riceviamo e pubblichiamo la seguente nota.
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Ancora una volta la Regione Molise sta perseguendo una politica di mero calcolo ragionieristico, senza tener conto dei doveri verso gli assistiti e gli operatori del comparto sanitario accreditato. In riferimento al Decreto Commissariale n. 63 del 23 novembre 2016 della Regione Molise, l’Aiop Molise sente il dovere di precisare che:
- tutte le Strutture associate hanno regolarmente sottoscritto un contratto di budget con la Regione Molise e/o Asrem per l’anno 2015. Contratto successivamente prorogato per l’annualità 2016 con il DCA 8/2016. L’attuale DCA 63/2016, oltre che in palese contrasto con gli atti precedentemente richiamati e sottoscritti, nega anche quella certezza del diritto indispensabile per una corretta programmazione sanitaria.
- Corre l’obbligo, inoltre, richiamare la politica adottata dal Governo nazionale, che con la Legge di stabilità 2016 (art. 1, comma 574) ha previsto una deroga ai limiti imposti dalla cd spending review per le prestazioni sanitarie di alta specialità rese in favore di cittadini residenti in regioni diverse da quelle di appartenenza.
- In armonia con la legge di stabilità, recentemente la Corte Costituzionale, intervenendo sulla validità temporale di norme che dispongono il contenimento della spesa, ha avuto modo di dichiarare che gli interventi statali sull’autonomia di spesa delle Regioni sono consentiti, come principi di coordinamento della finanza pubblica, purché transitori, e non in misura permanente”.
- E’ palese, anche, la contraddizione del Decreto 63/2016 con il POS 2015-2018 (Programma Operativo Straordinario), che si prefigge “di ridurre di almeno il 40% la mobilità passiva (prodotta esclusivamente dal pubblico)” e contestualmente “tutelare le eccellenze delle strutture, in particolare nella loro capacità di attrarre pazienti da altre regioni (quota di mobilità attiva)”.
- Non si capisce, pertanto, come si possa ridurre, la mobilità passiva se si effettuano tagli proprio sulle strutture che, per la loro elevata qualità assistenziale, invece hanno una elevata capacità attrattiva. E’ proprio grazie a questa capacità attrattiva che il Molise risulta l’unica regione del Sud ad avere un saldo di mobilità positivo. A riprova di questo si riporta pag. 7 del POS 2015-2018 […] dove la regione correttamente inserisce la voce (A2 – saldo mobilità pari a euro 24,7 mln) tra i ricavi. Ma allora viene da chiedersi, la mobilità rappresenta un costo o una risorsa?
- Le Strutture associate, quindi, hanno fatto legittimo affidamento sui contratti sottoscritti e sulle successive proroghe, nonché sulle indicazioni contenute nel POS, ed oggi, ad anno ormai concluso e le prestazioni sanitarie rese ai pazienti, vedono subire illegittimamente una decurtazione – peraltro in assenza di criteri oggettivi predeterminati – che, nella pratica, porta le stesse Strutture alla chiusura o, comunque, all’avvio di procedure di tagli del personale e questo, credo la Regione Molise, vista la già drammatica situazione occupazionale, non se lo possa permettere.
Concludiamo chiedendo alle Istituzioni semplicemente maggiore coerenza. Se la mobilità passiva (prodotta quasi interamente dal pubblico) del Molise va ridotta si dovrebbero evitare tagli proprio a quelle strutture sanitarie che, per la loro qualità assistenziale, hanno una elevata capacità attrattiva. Quindi, difendiamo le poche eccellenze e la buona qualità delle prestazioni che si sono nel nostro Molise.