Il Ministro Fedeli in Molise, il documento unitario sindacale sulle criticità della scuola molisana

Come dimostrano il contratto integrativo sulla mobilità e l’ipotesi siglata sulle modalità di assegnazione alle scuole dei docenti titolari su ambito, cui si è giunti dopo una lunga e complessa trattativa, l’atteggiamento di attenzione e apertura al dialogo con le OO.SS. può portare a risultati apprezzabili. Grazie ai contratti sottoscritti si potrà porre rimedio alle ingiuste penalizzazioni subite dal personale lo scorso anno e si renderà possibile una gestione trasparente e ordinata delle operazioni di avvio del nuovo anno scolastico. Per restare all’ambito nazionale, ci auguriamo che un simile atteggiamento di apertura e di dialogo possa continuare, e contribuisca a definire positivamente le ulteriori questioni critiche che sono oggetto di confronto tra il MIUR e le scriventi OO.SS., quali il rinnovo del contratto (che i lavoratori del pubblico impiego attendono ormai da otto anni) e la riforma del T.U. 165/2001 (che chiediamo avvenga nel pieno rispetto dell’accordo del 30 novembre 2016), la stabilizzazione dei precari, le questioni riferite alla valutazione, formazione e mobilità dei Dirigenti Scolastici, che chiediamo tornino nell’alveo della contrattazione.

Relativamente alle problematiche regionali, le scriventi OO.SS. ritengono che l’occasione della visita della Ministra vada utilizzata non solo per consentire che la stessa prenda visione delle tante buone pratiche presenti nella nostra realtà scolastica, ma anche per informarla direttamente sulle diverse criticità con le quali da tempo la scuola molisana convive.

EDILIZIA SCOLASTICA E DIMENSIONAMENTO

Relativamente all’edilizia scolastica, dobbiamo rilevare che, in un territorio classificato a rischio sismico medio alto dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’Anagrafe regionale dell’edilizia scolastica certifica che ad oggi, dei 365 edifici censiti sulla piattaforma:
– il 73% non risulta adeguato alla normativa antisismica;
– il 36% è privo della verifica sismica;
– il 64% è privo del certificato di agibilità – abitabilità;
– il 42% non ha il certificato di collaudo statico;
– il 24% non risulta accatastato.

A 15 anni dal sisma di San Giuliano di Puglia, dove trovarono la morte 27 bambini ed una maestra, in alcuni comuni, in particolare nell’area del cratere, si fa ancora scuola in casette prefabbricate; in altri centri per affrontare le criticità si sono dovute studiare situazioni di emergenza come doppi turni, fitti di locali privati, oppure si è stati costretti a chiedere ospitalità presso l’Università degli Studi del Molise. A nostro avviso l’edilizia scolastica deve essere una priorità, è politica miope rincorrere l’emergenza. Gli studenti e gli operatori scolastici hanno bisogno di spazi adeguati e tempi distesi per studiare, lavorare e programmare le attività didattiche. Le problematiche relative alla sicurezza degli edifici scolastici devono essere affrontate di pari passo con la necessaria riorganizzazione dell’offerta scolastica regionale. La presenza di istituti sottodimensionati in cui ancora oggi sono presenti pluriclassi, la duplicazione di indirizzi, la mancanza di programmazione dell’offerta formativa territoriale, rende non più rinviabile, pertanto, un nuovo piano di dimensionamento scolastico (l’ultimo è stato approvato nel 2013, relativamente al triennio 2013-2016), così come una nuova Legge che regolamenti tutto il sistema d’Istruzione e formazione regionale.

ORGANICI REGIONALI

La scuola molisana negli ultimi anni sta andando incontro ad un progressivo impoverimento, in termini di alunni e di organici. A farne le spese, in particolar modo, è stato il personale ATA, che in meno di dieci anni ha perso circa 500 posti in organico. A ciò si aggiungono le criticità dovute al divieto di sostituzione del personale, a causa delle restrizioni contenute nella Legge di stabilità 2015, e il forte incremento quantitativo e qualitativo delle attività e delle prestazioni da svolgere introdotte dalla legge 107/15. All’accrescimento del carico lavorativo, però, non è seguito per gli ATA alcun “potenziamento di organico”: ciò in molti casi non consente il regolare funzionamento delle scuole, con plessi che talvolta hanno numeri minimi di personale (spesso è presente un solo collaboratore scolastico), in taluni casi non idoneo a garantire la vigilanza, la sicurezza e l’assistenza agli alunni diversamente abili.

Riteniamo pertanto necessario che nell’attribuzione degli organici vengano salvaguardate le esigenze specifiche della regione, che ha una conformazione tale da non poter essere rapportata a quella di altre realtà. La presenza di aree interne, di minoranze linguistiche, di scuole situate in aree montane e in piccoli centri difficilmente raggiungibili, a causa di una rete viaria deficitaria, rende necessaria un’attenzione particolare al territorio, che altrimenti rischierebbe di essere ulteriormente penalizzato, con il rischio di dispersione scolastica e ulteriore spopolamento. In tal senso, registriamo anche un dato allarmante: mentre in tutta Italia, in base ai dati MIUR, aumenta il numero degli alunni iscritti al tempo pieno, il Molise dopo la Sicilia annovera la percentuale più bassa d’Italia (11,2 % di iscritti, a fronte di una media nazionale del 39,3%). Tale situazione, dovuta ad organici insufficienti e mancata predisposizione da parte degli Enti locali dei servizi opportuni, rischia di penalizzare ulteriormente la nostra regione, ponendo ulteriori ostacoli alle possibilità lavorative, in particolare delle donne. Per tale ragione, al fine di garantire il diritto allo studio, tutelato costituzionalmente, appare evidente che il calcolo dell’organico non possa essere effettuato solo sulla base di un mero criterio numerico, ma debba tenere presente anche delle peculiarità di cui sopra. Per la stessa ragione, riteniamo indispensabile rivedere i rigidi parametri imposti dalla Legge sul dimensionamento delle istituzioni scolastiche, in particolare l’articolo 19 della legge 15 luglio 2011, n. 111 (Razionalizzazione della spesa relativa all’organizzazione scolastica).

Sempre relativamente agli organici, evidenziamo le criticità cui vanno incontro gli Uffici Scolastici Territoriali, che scontano una cronica assenza di personale. I pensionamenti degli ultimi anni non sono stati rimpiazzati, e le piante organiche pertanto risultano in molti casi scoperte. Gli Uffici dell’amministrazione periferica, che quotidianamente devono risolvere problematiche complesse (nomine del personale, trasferimenti, pensioni, contenziosi) hanno bisogno di personale stabile, da formare adeguatamente in modo che possa impostare un lavoro di lungo periodo.

PROBLEMATICHE DELLA DIRIGENZA SCOLASTICA

La particolare conformazione del territorio molisano acuisce inoltre le difficoltà da parte dei Dirigenti scolastici, che spesso devono gestire Istituti ad alto grado di complessità, dislocati su più plessi e in comuni distanti, con reggenze, indirizzi diversi, istituti omnicomprensivi etc. Il tutto, in una fase in cui, come è noto, la categoria è in mobilitazione: permangono infatti notevoli criticità della procedura di valutazione predisposta del MIUR, che oltre ad essere burocraticamente esasperante, si presta ad essere foriera di violazioni procedurali e relativi contenziosi. Per tale ragione, oltre ad aprire il confronto sul rinnovo del contratto dell’Area della dirigenza dell’Istruzione e della Ricerca per ricondurre alla regolazione contrattuale le materie sottratte attraverso interventi legislativi, occorre superare le problematiche locali (mancata riorganizzazione del sistema scolastico) che ostacolano la continuità e l’efficienza della gestione delle scuole autonome, comportando un aggravio del lavoro dei Dirigenti scolastici. Da subito, pertanto, è necessario escludere dalle responsabilità della dirigenza scolastica i compiti impropri ed estranei alla realizzazione del servizio educativo di istruzione e di formazione e superare la differenziazione salariale nel rapporto con il resto della dirigenza pubblica.

PRECARI, SOSTEGNO E CONTINUITÀ DIDATTICA

In ultimo, ma non in ordine di importanza, vorremmo sollecitare la Ministra sul tema della stabilizzazione degli organici. In Molise nell’a.s. 2016/17, sono state attribuite oltre 700 supplenze annuali o fino al termine delle attività didattiche (574 per il personale docente, 136 ATA). E’ necessario dare risposte a questi lavoratori, che da anni garantiscono il regolare funzionamento delle scuole. Appare evidente, inoltre, come un tasso così alto di precariato, oltre al disagio per i lavoratori crea notevoli disservizi all’utenza. In particolare, si segnalano le criticità sull’organico di sostegno. I dati certificano come sui 900 posti totali attribuiti alla regione Molise, ben 270 sono in “organico di fatto”, strutturalmente inidonei ad essere stabilizzati (ai fini delle immissioni e dei trasferimenti), con evidenti conseguenze negative sulla continuità didattica. A ciò si aggiunga che l’anno scorso, anche in virtù del piano di assunzioni attuato, oltre 200 insegnanti di sostegno molisani sono stati immessi in ruolo altrove, iniziando l’anno scolastico a migliaia di chilometri di distanza, salvo poi (in molti casi) ottenere l’assegnazione provvisoria e ritornare in Molise. Il risultato sono state nomine in ritardo, alunni senza sostegno, assenza di continuità e caos nelle scuole. Per scongiurare che tale situazione si verifichi nuovamente, risulta imprescindibile adoperarsi onde procedere alla stabilizzazione degli gli organici, che può garantire l’immissione in ruolo dei precari ed il trasferimento di quanti da anni contribuiscono al funzionamento delle scuole della nostra regione. Il tutto, ovviamente, oltre ad evitare enormi disagi al personale, gioverebbe soprattutto alla continuità didattica. Per tutte queste ragioni, viste le rilevante criticità evidenziate, chiediamo alla Ministra Fedeli di riconoscere e tutelare la specificità del territorio molisano, onde garantire a questa regione una scuola sicura, pubblica di qualità. Al tempo stesso, cogliamo l’occasione per spronare l’Amministrazione regionale ad adoperarsi, per quanto di propria competenza, in modo da affrontare con urgenza i temi indicati. Abbiamo assistito nel tempo ad interventi in materia, da parte degli Enti Locali, spesso condizionati da interessi di campanile più che da progetti di lungo periodo. Il risultato è che nel 2017 in Molise convivono cattedrali nel deserto e istituti sottodimensionati, omnicomprensivi e pluriclassi, mentre il numero degli alunni potrebbe facilitare processi di aggregazione virtuosa tra scuole, volte a mettere in comune esperienze, strutture e servizi, evitando inutili duplicazioni. I nostri bambini hanno bisogno di scuole al passo con i tempi, edifici sicuri, spazi adeguati, tempi distesi, integrazione ed accoglienza. Solo così potranno sviluppare le loro potenzialità e la loro voglia di esserci nel mondo, da protagonisti. La visita della Ministra Fedeli sia l’occasione per iniziare un vero confronto sul sistema scolastico molisano, che tenga presente le voci di tutti coloro che vivono la scuola quotidianamente e si impegnano affinché venga garantita una istruzione pubblica di qualità. Su queste basi, siamo pronti a fare la nostra parte.