Marinerie e pescatori a rischio default. L’allarme dell’Associazione Armatori Pesca Molise

Sono diverse le problematiche attuali che sta vivendo il settore della pesca. A cominciare dal caro gasolio che è aumentato negli ultimi tempi in maniera insostenibile e il cui trend sta preoccupando parecchio la categoria e che, se dovesse continuare ad aumentare potrebbe costringere molti armatori a non avvicendarsi in mare soprattutto in questi periodi in cui la richiesta è poca e i prezzi sono minimi.

A seguire, ma non meno importante, è la questione delle spese e degli oneri fiscali che incidono per 365 giorni all’anno mentre le giornate lavorative sono circa 120 e quindi quasi un terzo. Per quanto riguarda lo sforzo di pesca continua a farsi sentire l’Unione Europea che porterà le 120 giornate lavorative attuali a circa 90, senza considerare nel computo dello sforzo di pesca le barche che in questi anni sono state demolite.

Gli armatori riescono ormai a pagare i marinari quasi solo il salario minimo garantito, anzi avranno molta più difficoltà a farlo nei mesi a venire proprio per l’aumento delle spese, gasolio in primis, la prossima diminuzione dello sforzo di pesca, e la riduzione continua dei prezzi di acquisto del prodotto. Ciò provocherà un grande problema al settore della pesca e ai settori ad esso collegati quali il commercio, la ristorazione e il turismo. Pertanto ben venga ogni aiuto possibile a livello nazionale ma soprattutto regionale, al fine di evitare che il mondo della pesca continui ad essere inquieto per i lacci che stanno falciando i suoi già minimi redditi.

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