MARCIA PER LA SANITA’, SPALLATA AL GOVERNO REGIONALE

sanità logo6Un fiume di gente, delusa, arrabbiata, offesa e bistrattata è puntualmente partito ieri, intorno alle 17.30 da piazza San Francesco in direzione piazza Vittorio Emanuele II, luogo d’approdo ideale di tutte le marce e manifestazioni che si svolgono a Campobasso, per il dibattito finale. Tante le associazioni multicolori che hanno scelto di partecipare alla più grande manifestazione “contro” di tutti i tempi in Molise. Contro il riordino della sanità regionale, voluto da questa maggioranza di governo. Contro il progressivo svilimento del lavoro pubblico a favore di quello privato. Contro la “razionalizzazione” dei servizi erogati ai cittadini che vede la lenta eliminazione di presidi sul territorio e la conseguente, grave, riduzione del diritto fondamentale all’assistenza sanitaria. Per la salvaguardia della sanità pubblica, che sia diritto di tutti e non privilegio di pochi.

“L’assistenza sanitaria è un servizio pubblico essenziale che lo Stato è obbligato ad erogare ad ogni cittadino, come recita l’articolo 32 della Costituzione Italiana che tutela la salute come ‘diritto fondamentale dell’individuo e interesse della collettività’ – dicono alcuni manifestanti – Da qui, conseguentemente, deriva che un compito di tale rilevanza non può essere delegato ai soggetti privati per prestazioni a fine di lucro e non di tutela della salute”. “Le tasse che profumatamente paghiamo dovrebbero servire anche per investimenti nella sanità pubblica – afferma Antonio – per aiutare il sistema pubblico e non per arricchire le tasche del privato. Le strutture private devono fare da supporto al servizio pubblico, senza sostituirlo completamente”.

Cinquemila le presenze stimate dagli organizzatori, duemila dicono dalla Questura. Sta di fatto che c’era davvero tanta gente lungo via Mazzini prima e in piazza poi. Tra la folla i sindaci di Venafro Antonio Sorbo, quello di Montefalcone del Sannio Gigino D’Angelo, l’ex presidente della Provincia di Campobasso Nicola D’Ascanio, quello attuale Rosario De Matteis, il sindaco Battista, l’ex Augusto Massa, tutti e nove i candidati primi cittadini ad Isernia e tanti rappresentanti del mondo della sanità e della società a cominciare dal Forum in difesa con il dott. Italo Testa, la dottoressa Michela Musacchio, Lucio Pastore e tantissime sigle sindacali e associazioni. Tutti insieme per dire “basta”. Basta con il massacro del territorio molisano, basta con l’evidente e progressivo processo di privatizzazione di un bene comune quale è la sanità che può portare solo ad ulteriori disuguaglianze sociali, con il ceto meno abbiente che non potrà più curarsi perché non potrà permetterselo.

E, più di uno, ha urlato basta anche a questo governo regionale e alla persona che più di tutti oggi è considerato il regista di tutto questo: il Presidente della Regione Paolo Frattura. Una vera e propria spallata al governo regionale che, da oggi, non potrà più far finta di non sentire…

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