Come un fulmine a ciel sereno nel pomeriggio di oggi ha cominciato a rimbalzare sui social la parte del comunicato ufficiale sulle decisioni del Giudice Sportivo riguardante il Campobasso calcio: dopo la gara di domenica scorsa vinta contro la Forsempronese lo stesso Giudice Sportivo ha comminato un’ammenda di 2.500 euro alla società rossoblù e un turno di squalifica con gara interna da disputare a porte chiuse.
La gara in questione, così come da calendario, sarebbe il big match contro la Sambenedettese del 3 dicembre prossimo. Tifosi preoccupati e al tempo stesso arrabbiati per una decisione che ha lasciato tutti a bocca aperta per la sua imprevedibilità e per il fatto che si è abituati alle “porte chiuse” dopo che sia accaduto qualcosa di davvero grave.
Gli scenari che si aprono, adesso, sono molteplici e la squalifica potrebbe anche essere scontata, previo ricorso immediato in tal senso, alla prima utile casalinga, ovvero col Fano in Coppa Italia il 29 novembre prossimo. Se così non fosse si potrebbero allungare i tempi ed arrivare, sempre attraverso ricorso, a quella con il Chieti (sempre di big match si tratta… ndr.) il 17 dicembre.
Di seguito le parole del comunicato ufficiale che punisce anche il dirigente addetto agli arbitri del Campobasso fino alla fine del campionato.
«Per essere, nel corso del secondo tempo, due persone non identificate ma chiaramente riconducibili alla società, entrate nel recinto di gioco e rivolto espressioni offensive all’indirizzo del Direttore di gara; allontanate al termine della gara rientravano nel recinto di gioco e reiteravano la condotta rivolgendo espressioni offensive nei confronti della Terna Arbitrale. Nella circostanza un A.A. richiedeva l’allontanamento di detti soggetti ad un dirigente locale che, tuttavia, si rifiutava di adoperarsi e profferiva espressioni offensive all’indirizzo dell’Ufficiale di gara. Inoltre, uno di detti soggetti, faceva indebito ingresso nel tunnel degli spogliatoi e ostacolava con un braccio il passaggio dell’A.A. che si trovava con le spalle al muro e senza la possibilità di muoversi. Contestualmente il medesimo gli rivolgeva ripetuti insulti ponendosi “faccia a faccia”, mentre altre due persone partecipavano alla condotta violenta, accerchiando l’ufficiale di gara e rivolgendogli frasi minacciose. Nella circostanza il dirigente addetto all’Arbitro della società non offriva alcun aiuto all’A.A. ma al contrario inveiva nei suoi confronti e solo l’intervento del Direttore di gara permetteva al collega di divincolarsi e raggiungere gli spogliatoi. I tre soggetti proseguivano nella condotta minacciosa intimidatoria e offensiva nei confronti della Terna fino a quando la stessa non faceva ingresso negli spogliatoi».
[… Per essersi, nel corso della gara ed al termine della stessa, rifiutato ripetutamente di adempiere agli inviti di un A.A. per far allontanare persone indebitamente presenti sul terreno di gioco, inoltre, il medesimo, non interveniva durante l’aggressione subita dall’Assistente Arbitrale al termine della gara. In entrambe le circostanze rivolgeva espressioni offensive e irriguardose all’indirizzo dell’Ufficiale di gara, e le condotte poste in essere si protraevano persino al termine della gara.]