Maltrattamenti in una casa di riposo di Montaquila, arrestati dai Nas titolare ed operatori sanitari

Tredici persone sono state arrestate dai Carabinieri con l’accusa di avere maltrattato gli ospiti di una casa di riposo di Montaquila, in provincia di Isernia. (Guarda il video)

Dalle prime ore di questa mattina 30 militari dei Nas di Campobasso, Napoli, Bari, Salerno e Foggia con i colleghi dell’Arma territoriale, nelle province di Isernia e Campobasso, su richiesta della Procura della Repubblica hanno dato esecuzione alle ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Isernia. Ai domiciliari è finito un medico neurologo/neuropsichiatra, titolare di una Residenza Sociale Assistenziale per anziani nonché sindaco dello stesso paese, e infermieri ed operatori socio-sanitari alle dipendenze della struttura per aver sottoposto i pazienti e ospiti in maniera sistematica a maltrattamenti, sequestro di persona, lesioni, percosse e abbandono di persone incapaci. L’esecuzione delle misure restrittive giunge a conclusione di una prolungata e articolata attività di indagine avviata dai Carabinieri del NAS di Campobasso un anno fa a seguito della segnalazione di condizioni di costrizione fisica e psicologica imposta ai pazienti della struttura assistenziale e coordinata dalla Procura della Repubblica di Isernia.

Attraverso attività ed accertamenti tecnici i Carabinieri del NAS sono riusciti a provare in modo incontrovertibile le segregazioni e i maltrattamenti a cui venivano sottoposti gli ospiti da parte di infermieri ed operatori socio-sanitari della clinica. La residenza assistenziale autorizzata per assistenza socio-sanitaria agli anziani in realtà ospitava anche giovani (dai 25 ai 40 anni) affetti da malattie psichiatriche e neurologiche con una capacità ricettiva accertata – oltre 180 ospiti/pazienti – superiore a quella autorizzata. Gli anziani con un età media di circa 75/80 anni, alcuni dei quali affetti da patologie anche invalidanti come l’Alzheimer e, quindi, non autosufficienti e i malati psichiatrici [highlight]venivano chiusi a chiave e sedati per tutta la giornata senza possibilità di uscire dalle proprie stanze; fatti completamente denudare e messi in fila nel corridoio per accedere alle docce e servizi igienici in violazione della loro dignità; alcuni contenuti ai letti a mezzo di lacci per impedire loro qualsiasi movimento; percossi se non ottemperavano alle disposizioni impartite; fatti dormire, alcuni, su letti privi di materassi o su lenzuola sporche di escrementi in stanze insudiciate. [/highlight]Gli ospiti anziani e i malati psichiatrici vivevano in promiscuità pagando una retta mensile di 1.200 euro al titolare della struttura.

Il vasto quadro probatorio ricostruito dai Carabinieri coinvolge a vario titolo 32 persone tra medici, fisioterapisti, operatori sanitari, sociali ed amministrativi della residenza assistenziale tutti indagati per le gravi condotte a danno di incapaci ed anziani indifesi.