Lupo, il lutto è finito

Togliamo (metaforicamente) i veli neri che ci coprivano il capo, smettiamo di camminare con la testa china ed il viso cupo, rialziamo quegli occhi tenuti bassi per tutto questo tempo, torniamone a parlare, basta con la rassegnazione e la malinconia. Il lutto è finito. E’ tempo di ripartire, di pensare finalmente al futuro, di vivere di nuovo il presente. Il Lupo è tornato. Sicuramente non dove l’avevamo lasciato quel (maledetto) agosto di un anno fa ma questo già lo sapevamo. Domenica 7 maggio 2023 però il Lupo è tornato in un campionato a carattere nazionale e questo anno di Purgatorio, anzi di Inferno, è finalmente passato.

Un anno difficile, tosto, complicato, per certi versi terribile, il lutto per quello che è successo è stato per certi versi doveroso. Troppo grande la ferita (quasi mortale) che era stata inflitta al popolo rossoblù. Ognuno ha elaborato questo lutto terribile a suo modo, chi non volendo neanche sentir parlare di Eccellenza, chi invece seguendo ancora più morbosamente la squadra. Già. La squadra. Per fortuna, una squadra c’è stata perché il rischio, fortissimo, che non ci sarebbe stata neanche una squadra c’è stato eccome e bisogna dare atto pubblicamente a Matt Rizzetta (ed ai suoi collaboratori) che senza di lui ora saremmo ancora in pieno lutto, nel buio più totale. Per fortuna invece siamo qui a dichiarare ufficialmente finito questo anno calcistico terribile.

Una comunità intera ha dovuto, ancora una volta, scontare pene che non gli appartenevano, che non meritava ma che ci sono, ancora una volta, toccate. Ora basta. “Siamo ancora qua” avrebbe cantato il buon Vasco. Ed in effetti eccoci di nuovo qui. In quella maledetta e benedetta Serie D dalla quale abbiamo cercato per decenni di andarcene e che ritroviamo, come in una centrifuga, dopo due anni e che ci sembrava la luce in fondo al tunnel. Ebbene, quella luce in fondo al tunnel l’abbiamo di nuovo raggiunta ed abbiamo scoperto che siamo ancora vivi. Tutta la comunità rossoblù deve essere quindi, ripetiamolo ancora una volta, grata a questo signore americano che ha deciso di mettere il respiratore dell’ossigeno all’ultimo secondo ad una città moribonda ormai in fase terminale. Ora che il decesso calcistico è stato scongiurato, ora che si è superata anche la lunga fase di convalescenza, ora che si è tornati di nuovo “vivi e vegeti” è tempo quindi di togliere ogni forma di lutto, di perplessità, di ritrosia, di dubbi e tornare a stringersi attorno a questa nuova società e nuova squadra. Nuova società che sa bene che ora viene il difficile (ma anche il bello).

Quello che è stato fatto la scorsa estate non che non lo sia stato. Il passaggio dall’Eccellenza alla serie D era però un passaggio necessario ma non sufficiente. Rizzetta, da persona intelligente qual è, sa bene che il suo “regno” a Campobasso sarà giudicato essenzialmente da quello che farà dall’anno prossimo in poi. Sarà un compito non facile perché conosciamo bene tutti quanto sia difficile il campionato nazionale dilettanti e quanti sforzi economici bisogna fare per riuscire a primeggiare. Indipendente dai risultati finali che ci saranno quello che preme alla piazza campobassana è che si possa avere finalmente una società sana con programmi ben definiti e solidi. In poche parole i tifosi del Lupo non vogliono più passare una estate come quella scorsa e dover ripartire, con tutto il rispetto, dai campionati regionali. “MAI PIU’” è il mantra che deve permeare tutto l’ambiente rossoblù. E siamo certi che i programmi del club presieduto dall’imprenditore americano saranno improntati proprio ad assicurare un futuro solido e duraturo a questo club che da sempre rappresenta non solo una città ma una regione intera.

C’è da recuperare quel rapporto con le nuove generazioni che era iniziato a sbocciare e poi bruscamente interrotto questa estate, c’è da recuperare quel legame sociale con il territorio, c’è da recuperare quel senso di appartenenza che rendeva la squadra di questa città un vanto per i propri cittadini, i propri corregionali, i propri emigrati. Questi sono gli obiettivi cui il club di Rizzetta deve tendere. Noi campobassani saremo pronti, come sempre, a farci trasportare ed a trasportare se verremo ripagati. Il lutto è finito. Il Lupo è tornato. Si deve ricominciare ad ululare.

Giorgio C. Mascione