L’Unione Europea traballa, la Gran Bretagna è fuori

È stato un testa a testa costante, con continui ribaltamenti di fronte: alla fine ha vinto il Leave sul Remain e la Gran Bretagna è fuori dalla Ue. Alta l’affluenza alle urne: ha votato il 72,2% dei cittadini. Il voto, oltre a far precipitare il Regno Unito nell’incertezza, rappresenta la sconfitta più netta per i fautori di una maggiore integrazione europea dopo la Seconda Guerra Mondiale e rischia di innescare un effetto domino in altri Paesi. A pesare sull’uscita soprattutto le preferenze di Inghilterra e Galles dove si sono concentrati i maggiori voti per il Leave. Nettamente più europeisti Scozia e Irlanda che, alla luce del risultato, probabilmente chiederanno l’una di uscire dalla Gran Bretagna e l’altra un referendum unificatore tra nord e sud. La fascia d’età maggiormente pro-uscita, ovviamente, quella degli over 65 mentre la fascia dei giovani, degli studenti, di coloro che si muovono quotidianamente all’interno dell’Europa per lavoro, studio o viaggi hanno nettamente risposto “no alla brexit”.

Il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, vuole incontrare Merkel per evitare l’effetto domino, anche se per Schulz “Non ci sarà alcuna reazione a catena; non credo che altri Paesi saranno incoraggiati a percorrere questa strada pericolosa”. Il presidente Usa, Barack Obama, informato dell’esito della consultazione, in giornata parlerà con David Cameron. Il presidente del Consiglio Ue, Donald Tusk, ha dichiarato che la Ue è “determinata a mantenere la sua unità a 27” e ha sottolineato che fino a quando la Gran Bretagna non lascia, vengono formalmente applicate le norme Ue. Il presidente ha annunciato un incontro informale a “27 a margine del Consiglio Europeo e proporrò anche di cominciare un’ampia riflessione su futuro della nostra Unione”. Profondamente scossi i mercati finanziari, che alla vigilia, si erano posizionati per una vittoria del fronte pro-Ue mentre a spoglio ormai quasi completato, i voti favorevoli all’uscita si attestano al 51,8%, contro i 48,2% di preferenze per restare. La Deutsche Bank prevede conseguenze negative sotto tutti gli aspetti.