L’Unimol ospiterà 9 classi della Don Milani. Presentato il risultato dello studio di vulnerabilità: abbattimento o adeguamento? La palla passa a Palazzo San Giorgio

“L’Università degli Studi del Molise ospiterà i bambini della scuola primaria Don Milani fino alla fine dell’anno scolastico”. Queste le parole del Magnifico Rettore Gianmaria Palmieri rivolte ai tanti giornalisti presenti questa mattina presso l’aula del consiglio di rettorato al II edificio polifunzionale di via De Santis, che poi è quello al cui secondo piano verranno trasferite 9 delle 12 classi che ancora frequentano i turni pomeridiani.

L’occasione è stata anche quella per esporre i risultati dello studio di vulnerabilità effettuato dagli ingegneri dell’Università di Tor Vergata e dell’Unimol e compartecipato dal Comune di Campobasso su 11 edifici scolastici cittadini, primo tra i quali proprio quello di via Leopardi. “Abbiamo ricevuto la richiesta di ospitalità dei bambini della primaria all’interno di una collaborazione sempre garbata e corretta con l’amministrazione comunale ma anche pressante. Più di una volta sono stato fermato da genitori interessati per avere delucidazioni sulla veridicità della nostra disponibilità ad accogliere i loro piccoli – ha affermato Palmieri -. Vi è stato un forte interessamento anche di tutti i parlamentari molisani, nella fattispecie del senatore campobassano Roberto Ruta ma l’Ateneo non ha avuto bisogno di rifletterci un attimo in più per la vocazione istituzionale verso il territorio che ha nel dna. In consiglio ho proposto 9 aule e non vi è stata alcuna esitazione da parte dei colleghi ad accettare l’ipotesi malgrado, vi assicuro, non sia indolore per noi viste le diversità delle due istituzioni: l’Università è stata creata per fare l’Università. In sede di Conferenza dei Rettori di Università Italiane (CRUI) qualche giorno fa riferendo questa mia intenzione mi hanno guardato come fossi un marziano…

L’ala che ospiterà gli scolari
Ovvio – ha proseguito il Rettore – che per ospitare bambini all’interno della struttura universitaria bisogna in primis avere il consenso dei genitori, indispensabile giuridicamente. Siamo ben lieti di sopportare anche i costi derivanti da questa operazione ma dev’esserci il consenso di chi ha la responsabilità dei minori. Un’ulteriore condizione, ovviamente, è quella della sicurezza: la garanzia dei nostri tecnici sull’idoneità delle aule che andremo ad utilizzare”.

“Abbiamo agito mantenendo la calma, come deve fare un’amministrazione responsabile, senza mai farsi prendere dal momento di effervescenza – ha detto il Sindaco Battista – Ringrazio, ovviamente, l’Unimol per la squisita e splendida collaborazione. Non era facile ospitare bambini della primaria all’interno di un contesto di ragazzi adulti. Ringrazio anche i consiglieri comunali che si sono spesi per questo, il Rettore e il Senatore Ruta che ci è stato sempre vicino. [highlight]Entro pochi giorni, lunedì 20 febbraio ma forse anche prima, tutto tornerà alla normalità. [/highlight]Avremo 9 classi trasferite qui in Università e 3 presso il Liceo Artistico Manzù al cui dirigente vanno i miei ringraziamenti per l’ospitalità. Solo ieri pomeriggio sono terminati i sopralluoghi dei te cnici presso i nuovi spazi per la verifica delle norme di sicurezza. Sono stati utilizzati anche locali adibiti a uffici per cui un altro caloroso ringraziamento va agli impiegati che hanno accettato senza battere ciglio di trasferirsi altrove”.

L’Ing. Callari
Il Prof. Ing. Carlo Callari è entrato infine nel dettaglio (VIDEO) dei risultati dello studio di vulnerabilità su 11 edifici scolastici del capoluogo inserito all’interno del più ampio contesto dello studio sul rischio sismico e idrogeologico degli Appennini per cui l’Unimol ha investito circa 200mila euro. “Intanto voglio anch’io ringraziare i ragazzi e il personale della facoltà di Ingegneria per il sacrificio effettuato senza alcuna remora nell’aver ceduto spazio agli scolari della Don Milani. Le aule, infatti, sono ubicate in un’ala compatta del 2° piano e confinano tra loro. Hanno tutti i servizi a norma, compresi quelli igienici, ed uno sbocco su un enorme parcheggio e il personale della scuola sarà a disposizione normalmente. Il nostro lavoro si è svolto essenzialmente su due punti: l’acquisizione di dati e conoscenze già in possesso dell’amministrazione comunale, dalla costruzione dello stabile di via Leopardi ad oggi, con ulteriori e continui sopralluoghi in collaborazione con i tecnici comunali. Una fase di valutazione, poi, con calcoli e risultati conseguenti in termini di pianificazione di eventuali lavori. Abbiamo riscontrato delle criticità vincolate alla normativa vigente, in continua evoluzione, ma per un edificio degli anni ’70 questo è assolutamente normale e non deve essere per forza di cose tradotto in termini negativi. L’edificio in questione è ben al di sotto dei requisiti minimi richiesti per legge. Il livello di sicurezza in relazione ad un certo tipo di rischio/conseguenze per la normativa vigente non è considerato accettabile. E’ come andare in aereo: le probabilità di un incidente sono scarsissime ma se si dovessero verificare le conseguenze sarebbero disastrose. In sintesi due sarebbero le soluzioni: la prima è quella di un completo abbattimento e ricostruzione, per me ottimale. La seconda è adeguare (e non migliorare) sismicamente, come prevede la nuova legge Delrio del dicembre 2016”.

La palla, dunque, passa all’amministrazione comunale che “nel giro di un mese circa – dichiara l’assessore Massarella – vaglierà le risultanze di un confronto costi/benefici delle due opzioni”. Prosegue, intanto, seguendo un esatto cronoprogramma lo studio su altri due edifici cittadini: quello della Casa della Scuola di via Roma e quello della Montini. Proseguono, altresì, i lavori a carico di Palazzo San Giorgio di sistemazione del plesso di via Gorizia, prescelto dallo stesso Sindaco come sede futura della Don Milani e per il quale lui stesso assicura: “avremo una relazione dettagliata dei lavori effettuati che ci darà la piena fruibilità in totale sicurezza della struttura”.