Lo studio sul consumo di birra del Neuromed sul Times di Londra

The Times 11 maggio 2016Il Times di Londra, uno dei più autorevoli giornali al mondo, ieri ha dedicato un articolo a una ricerca condotta dall’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli (IS). Lo studio di cui si è occupato il quotidiano londinese riguarda il rapporto tra consumo moderato di birra e salute. Pubblicato in questi giorni sulla rivista scientifica Nutrition, Metabolism and Cardiovascular Diseases, il lavoro è nella forma di “Consensus document”. Analizzando criticamente le ricerche condotte a livello internazionale, il Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione del Neuromed, in collaborazione con un piccolo gruppo altamente qualificato di esperti italiani e stranieri,  ha elaborato le conoscenze attuali sull’argomento, portando la birra molto vicina al vino per i suoi effetti benefici, naturalmente sempre considerando un consumo moderato, regolare e senza alcun eccesso.

L’articolo del Times si inserisce nel dibattito inglese sulla birra e sugli alcolici in generale. Il Regno Unito, infatti, è uno dei Paesi al mondo più cauti per quanto riguarda il consumo di alcol, e per questo motivo l’attenzione verso questo argomento è molto alta sia tra i media che tra la popolazione. “E’ certamente una grande soddisfazione – commenta Giovanni de Gaetano, Direttore del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’IRCCS Neuromed e coordinatore del Consensus Document – vedere come le nostre ricerche escano dal solo ambito delle riviste scientifiche per entrare in un giornale di così grande tradizione, raggiungendo la popolazione e contribuendo alla corretta informazione scientifica. E’, inoltre, un’ulteriore dimostrazione di come il Neuromed contribuisca ogni giorno al prestigio e alla conoscenza internazionale del Molise”.

“L’I.R.C.C.S. Neuromed – dice il professor Luigi Frati, Direttore scientifico dell’I.R.C.C.S. di Pozzilli – è da tempo impegnato nelle ricerche su nuove strade di prevenzione e terapia delle malattie croniche, sia neurologiche che cardiovascolari. L’interesse internazionale che ci viene dimostrato da questo articolo conferma il valore degli studi che si conducono qui al Neuromed e la qualità degli sforzi dei nostri ricercatori”.