Liberi professionisti come piccole e medie imprese: le richieste di Confprofessioni Molise ai candidati locali alle politiche

Da tempo, ormai, nell’ordinamento legislativo e giurisprudenziale italiano, l’attività del libero professionista è equiparata a quella delle piccole e medie imprese sotto l’aspetto della pari dignità all’iniziativa economica. Un riconoscimento che ha determinato la possibilità, proprio per i liberi professionisti, di accedere a finanziamenti ed aiuti riconosciuti originariamente solo ed esclusivamente alle PMI.

Tuttavia, tale equiparazione non è sempre rispettata.

«Spesso – ha commentato il presidente di Confprofessioni Molise, Riccardo Ricciardi – i bandi sono restrittivi, non sono tarati sulle esigenze dei liberi professionisti, ai quali viene richiesta, ad esempio, l’iscrizione alla Camera di Commercio, al pari di una microimpresa, o più in generale delle piccole e medie imprese. Eppure si parla di categorie che rappresentano sul territorio realtà consolidate. Si pensi solo ai fondi del Piano di Ripresa e Resilienza, che se non utilizzati andranno persi. Per essere chiesti c’è la necessità di avvalersi di figure specifiche. Senza dimenticare che i professionisti sono coloro che fanno da tramite tra i cittadini e le Istituzioni. Tutti aspetti – ha concluso Ricciardi – che rendono doverosa la concreta equiparazione».

Questo uno degli aspetti portati, dalla Confederazione molisana, all’attenzione dei candidati, in Molise, alle elezioni politiche del prossimo 25 settembre. Gli esponenti dei diversi schieramenti si sono confrontati con i professionisti. Sul tavolo riflessioni e proposte per offrire un quadro completo di quelle che sono le difficoltà e di quelle che sono le esigenze, non senza proposte, delle varie categorie.

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