Lab-l’isola che non c’è, ultimo appello del movimento a votare NO al referendum

durante-michele-4I componenti del comitato Possibile Lab-l’isola che c’è di Campobasso, che hanno aderito fin dalla sua fondazione e si sono impegnati attivamente in tutte le iniziative del comitato molisano per il NO al referendum costituzionale, hanno lanciato un ultimo appello ai cittadini, soprattutto a quelli ancora incerti, a votare NO alla riforma Renzi-Boschi attraverso il rappresentate istituzionale del movimento, Michele Durante, presidente dell’assise civica di Palazzo San Giorgio.

“In tutti questi mesi – ha detto Durante – il premier Renzi, con il favore dei media che non hanno garantito l’equilibrio informativo necessario per una campagna referendaria, ha portato avanti una bieca operazione di propaganda politica facendo passare i più deboli come i cattivi e dicendo, a chi si opponeva alla sua riforma, che sta difendendo gli interessi di pochi e i privilegi della politica. Questo non è affatto vero perché per abbassare i costi della politica non c’è bisogno di mettere mano alla Costituzione, ma lo si fa con legge ordinaria. Basti pensare – ha spiegato – che il Senato, seppur ridotto a 100 componenti, sarà composto da sindaci e consiglieri regionali che faranno la spola perché in Italia non si tengono le elezioni di medio termine e ci saranno senatori che entrano e che escono a seconda delle elezioni che si tengono nelle varie Regioni e nei Comuni e poi, le Regioni a Statuto Speciale, che non prevedono il doppio ruolo per i propri deputati regionali, resteranno fuori dall’assemblea di Palazzo Madama”.

Inoltre, “non è vero che la riforma influisce sulla velocità del processo legislativo perché in due anni e mezzo è stato approvato un numero elevatissimo di leggi, tra cui la riforma della scuola, la riforma della Pubblica Amministrazione, la riforma elettorale, la riforma del mondo del lavoro e oggi la riforma costituzionale passate tutte per il bicameralismo perfetto e arrivate all’attuazione, tranne quest’ultima per cui si andrà al referendum. Va da sé – ha sottolineato Durante – che non ci piace la configurazione che è stata data a Camera e Senato: l’articolo 70 modificato della Costituzione sul potere legislativo è diventato una sorta di libricino con 15 capoversi.

In ultimo, ma non certo da ultimo, la legge elettorale che rientra nel combinato disposto con la riforma, la quale potrebbe consegnarci un Parlamento composto da una sola Camera legislativa con i 2/3 degli eletti, espressione delle segreterie dei partiti attraverso i collegi bloccati e con quel premio di maggioranza al partito che può mettere il nostro Paese, che non lo merita a 70 anni dall’approvazione della nostra prima Costituzione Repubblicana, nelle mani di una sola forza politica che oggi potremmo non riconoscere. Alla luce di tutto questo – ha concluso Durante – i promotori del Sì spingono per una questione di principio che condividiamo: un’Italia più bella, più dolce, più veloce e che decida rapidamente. Noi vogliamo tutto questo e anche di più, attraverso un’Italia dei diritti, dove ci siano meno sprechi, meno corruzione e meno evasione attraverso una Costituzione che sia finalmente attuata e non massacrata in 47 articoli dal condannato Verdini e da altri impresentabili di questa maggioranza”.

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