“La vocalità nella musica popolare italiana”, masterclass con Lucilla Galeazzi al Conservatorio “Perosi”

Luigia Berti

Il Dipartimento di Musica Antica e Popolare del Conservatorio di Musica ‘Perosi’ di Campobasso organizza per martedì 10 e martedì 17 aprile (con orario 15-19) una masterclass dal titolo “La vocalità nella musica popolare italiana” tenuta dalla nota interprete della scena popolare italiana Lucilla Galeazzi, aperta anche agli esterni.

Tema degli incontri, stilemi e modelli esecutivo-interpretativi del repertorio musicale popolare monodico e polifonico. Nel corso della masterclass la Galeazzi affronterà infatti un repertorio esemplare della tradizione vocale folclorica del nostro Paese: dai canti epico-lirici alle espressioni sonore dei riti di passaggio, alle cantilene per l’infanzia, ai canti di confraternita, alle drammaturgie dei cantastorie, ai canti d’amore, alla produzione carnascialesca, e ancora carole natalizie, tarantelle cantate e stornelli, in un entusiasmante viaggio intonato che ci condurrà dal Piemonte e dalla Lombardia fino alle terre di Sicilia e Sardegna, passando per il Lazio, la Toscana, l’Umbria, la Campania, la Puglia e la Calabria.

“Ospitare Lucilla Galeazzi – commenta la coordinatrice degli incontri M° Luigia Berti – è motivo di grande vanto e prestigio per la nostra istituzione musicale, che dallo scorso anno ha aperto ufficialmente le porte alle musiche di tradizione popolare, inaugurando con un seguitissimo seminario sulle danze popolari tenuto da Franca Tarantino la stagione degli appuntamenti di musica antica e popolare. L’ottica è quella di ampliare l’offerta formativa del ‘Perosi’, rivolgendosi sia agli studenti che lo frequentano che ad un’utenza esterna più allargata, creando occasioni di incontro con repertori ‘altri’, incontri affidati a nomi illustri nel panorama nazionale ed internazionale, rispondendo nel contempo ad istanze ormai imprescindibili in un mondo dove la commistione tra generi e stili rappresenta una improcrastinabile esigenza artistica. Ma l’ottica è anche quella di valorizzare le eccellenze del territorio, aprendo un dialogo con realtà locali di valore, attive in ambiti diversi da quello che definiamo ‘colto’”.

Walter Santoro

Quella di Lucilla Galeazzi è una biografia musicale a dir poco straordinaria. Da quarant’anni anni protagonista della scena musicale di matrice popolare, e non solo, nella sua incredibile parabola artistica l’artista umbra ha infatti con grande versatilità saputo attraversare territori sonori di molte latitudini, incontrando generi e stili diversificati, con esiti espressivi sempre originali. La sua voce inconfondibile ha potuto mettere in comunicazione anche mondi apparentemente distanti ed essere protagonista di esperienze trasversali alle musiche e alle arti in genere.

Un curriculum impressionante, ricco di esibizioni, produzioni discografiche, riconoscimenti artistici e collaborazioni prestigiose e così numerose che possiamo citarne solo qualcuna: dagli incontri con Giovanna Marini a Roberto De Simone, Ambrogio Sparagna, Enzo Gragnaniello, Nando Citarella, Riccardo Tesi, Elena Ledda, Ginevra Di Marco, Carlo Rizzo e poi Ched Kaleb, Mercedes Sosa, Maria del Mar Bonet ma anche Moni Ovadia, Mauro Pagani, Peppe Servillo, Teresa De Sio, Francesco De Gregori, Vinicio Capossela, Lucio Dalla, Carmen Consoli, Raiz, e ancora Ascanio Celestini,  e i jazzisti Paolo Fresu, Rita Marcotulli, Antonello Salis, Paolo Damiani, Eugenio Colombo, Michel Godard.

Alla intensa attività concertistica e alla cospicua produzione discografica, la Galeazzi affianca da sempre anche la produzione di spettacoli di teatro musica e l’attività didattica, tenendo seminari e master classe per istituzioni pubbliche e private, in Italia e all’estero. La mastercalss della Galeazzi è la prima di due appuntamenti con la musica popolare programmati dal ‘Perosi’ per l’anno accademico 2017-2018. Il secondo sarà, il prossimo 29 e 30 maggio, con una due-giorni seminariale sul tamburello tenuta dal musicista molisano Walter Santoro.

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Lucilla Galeazzi è nata a Terni, Umbria, e si è avvicinata alla musica popolare dopo l’incontro con l’antropologo umbro Valentino Paparelli e con lo storico orale Sandro Portelli, entrambi già da tempo impegnati nella ricerca etnomusicologica sul campo in Umbria e centro Italia. Accompagnandosi con la chitarra, studia ed esegue il repertorio popolare della sua regione fin quando, nel 1977, Giovanna Marini la invita a far parte del suo Quartetto Vocale. Dopo aver tenuto concerti in ogni continente, incontra Roberto de Simone e nel 1986 prende parte alla sua grandiosa opera “Stabat Mater” eseguita al Teatro dell’Opera di Napoli e in tournée a New York. Nel 1987, con Ambrogio Sparagna agli organetti e Carlo Rizzo ai tamburelli, forma “Il Trillo”, trio che rappresenta la volontà musicale di andare oltre la mera riproposta della tradizione.

La sua carriera come solista o inserita in progetti di altri celebri artisti non conosce flessioni e la porta a tenere tournée in ogni continente, senza però mai abbandonare lo studio e la proposta del repertorio della sua terra umbra. Dal 2002 entra a far parte della formazione barocca L’Arpeggiata di Christina Pluhar, con cui incide album premiati e tiene tournée in tutto il mondo; successivamente forma il Trio Rouge con Michel Godard e Vincent Courtois. È del 2006 il suo lavoro “Amore e acciaio”, che vince anche il Premio Tenco come migliore album folk. Le incisioni e le tournée si susseguono, così come i riconoscimenti, gli award internazionali e persino le partecipazioni a colonne sonore di film importanti. Nel 2010 fonda l’ensemble vocale Levocidoro, che la accompagna nei suoi progetti dedicati alla musica polifonica della tradizione italiana. Risale al 2012 la sua collaborazione con l’ensemble vocale femminile marocchino B’net Houariyat: cinque cantanti e percussioniste di Marrakesh con le quali, assieme ad un quintetto di musiciste italiane, crea il progetto di canti e danze per voci e tamburi “Le voci magiche del Mediterraneo”.

Nel settembre del 2013 esce il suo album Festa Italiana, lavoro ispirato ai canti rituali del maggio e delle festività carnevalesche con cui, nel 2015, debutta alla Carnegie Hall di New York. Nel 2014 ha varato due progetti importanti dedicati alla Grande Guerra, di cui è anche autrice: il primo con il grande attore e performer Moni Ovadia, “Doppio fronte. Oratorio per la Grande Guerra”, e il secondo dedicato alla visione femminile della Seconda Guerra Mondiale, “Il fronte delle donne”, rappresentato nei più prestigiosi teatri italiani e al teatro comunale di Esch-sür-Alzette a Lussemburgo e inserito tra gli spettacoli di interesse nazionale, nell’ambito delle celebrazioni governative 2014-2018 per il centenario della Prima Guerra Mondiale. Il 25 aprile 2015 esce il disco “Bella Ciao”, remake del più famoso ed influente spettacolo folk di tutti i tempi a cinquant’anni dalla sua prima rappresentazione al Festival dei Due Mondi di Spoleto. Parte anche un tour di incredibile successo che tocca i principali teatri di tutto il mondo. Con Lucilla Galeazzi sono sul palco: Riccardo Tesi, Elena Ledda, Ginevra Di Marco, Alessio Lega, Andrea Salvadori e Gigi Biolcati.

È del 2016 lo spettacolo “La nave a vapore”; dedicato alla storia ultracentenaria dei grandi movimenti migratori degli italiani dalla fine dell’800 ai nostri giorni. Lo spettacolo è frutto di una approfondita ricerca letteraria e musicale della Galeazzi che, pescando dal nostro passato, ci riporta al triste presente degli attuali movimenti migratori verso le nostre coste. Alla fine del 2016 va in scena ai Musei Capitolini “Quanto sei bella Roma”, omaggio a Luigi Magni attraverso le canzoni romane che hanno costellato i suoi film. Parallelamente alle performance dal vivo, Lucilla Galeazzi continua a tenere in tutta Europa stage di canto e uso della voce, con particolare attenzione alla promozione del repertorio vocale popolare della sua terra. I suoi corsi sono inseriti nei piani formativi delle più prestigiose Università d’Italia, Francia, Germania e Svizzera. [/box]