Si propaga oltremanica l’onda verde della transumanza molisana. La quattro giorni sui tratturi con i trecento bovini della famiglia Colantuono di Frosolone, e il progetto di cooperazione transnazionale tramite il quale l’Asvir Moligal sta accompagnando a grandi passi le ‘Vie e la Civiltà della transumanza’ nel patrimonio immateriale dell’Unesco, sono stati approfonditi in un articolo uscito sulle colonne del prestigioso ‘Times’ di Londra. Il ‘pezzo’ racconta la sfida ‘universale’ dei nuovi pastori, con in testa la famiglia Colantuono, che, dal Molise, hanno lanciato un modello di green economy pura, che è apprezzato non solo da tanti addetti ai lavori ma è pure ‘acquisito’ da vetrine eccellenti come Expo 2015. Carmelina Colantuono è infatti l’esempio illustre di imprenditorialità sostenibile che la Regione Molise esporterà all’esposizione di Milano nella settimana dal 17 al 23 luglio. Allo scopo, per il capoluogo meneghino, sono partiti i prodotti gastronomici, per lo più formaggi di grande qualità, che il Molise diffonderà non solo mediaticamente nel mondo.
“Herders want recognition from Unesco”, questo il titolo dell’articolo pubblicato dal Times, sta fungendo da spot internazionale della transumanza che i Colantuono sono riusciti a far rivivere non solo nei lunghi spostamenti sui tratturi, ma anche nella considerazione di chi ha effettivamente a cuore il protrarsi di una tradizione, quasi un ‘rito’, che, attraverso la partnership con altre terre del Sud Europa, come Portogallo, Spagna e Grecia, rappresenta una certezza ormai nell’orbita dell’Unesco. Si prevede che già tra la fine di quest’anno e l’inizio del prossimo, la ‘Civiltà della transumanza’ possa maturare lo status di “bene immateriale patrimonio dell’Umanità”. Il Molise è il motore di questo processo. Per la transumanza 2015 la cassa di risonanza è stata ovviamente anche italiana e locale. Ha del sorprendente (non per chi ci crede davvero) il dato numerico di un post che sulla pagina facebook dedicata (Transumanza 2015), linka il video dei trecento bovini che (il 28 maggio scorso) guadano il Biferno, durante l’ultima tappa della quattro giorni di 180 km da San Marco in Lamis a Frosolone. Si tratta di un video di quindici secondi che ha raggiunto quasi 100mila persone ed è stato visualizzato 21mila volte. Anche per questo, cioè per il grande entusiasmo mediatico che si è creato intorno all’avventura dei Colantuono, l’Unesco è sempre più vicino, anche perché, come ha ‘certificato’ l’Onu al termine della “Terza Conferenza Internazionale per contrastare la desertificazione”, che si è svolta Cancun, in Messico, la pastorizia transumante rappresenta la più efficace forma di allevamento per migliorare la biodiversità del pascolo, ridurre la CO2 e sostenere la conservazione dei grandi spazi naturali non antropizzati.
Il Molise, insomma, esporta un modello di allevamento agro-pastorale che rientra perfettamente nei parametri della ‘green economy’ e incarna un esempio di turismo lento che piace tanto alle comunità del Sud Italia e, evidentemente, oltremanica e oltreoceano. Prossima tappa: Expo 2015. Tra un mese, il Molise più in vista e apprezzato camminerà metaforicamente lungo i suoi straordinari tratturi. A Milano, con la Transumanza dei Colantuono… per sorprendere il mondo.