La Polizia Penitenziaria compie 200 anni. Ribadito il ruolo sempre più importante per la coesione sociale del Paese (GALLERY)

Si è svolta questa mattina la cerimonia celebrativa annuale del Corpo di Polizia Penitenziaria, particolarmente sentita quest’anno per via dei festeggiamenti dei 200 anni dalla nascita del corpo.

Presso l’aula magna del convitto Mario Pagano di Campobasso autorità civili, militari e religiose hanno presenziato ai saluti del Direttore del carcere del capoluogo, dott. Mario Giuseppe Silla, del Comandante Commissario Capo dott. Ettore Tomassi e di tutti i dirigenti chiamati alla lettura di messaggi, anche da parte del Capo dello Stato e del Ministro della Giustizia: il Commissario Capo Aureliana Calandro, il Commissario Coordinatore Roberta Calcutta e il cappellano presso la casa circondariale del capoluogo don Pasquale D’Elia. Tutti, unanimemente, hanno ricordato come sia cambiato nel tempo il ruolo delle ex guardia carcerarie, ora Polizia Penitenziaria. E come sia cambiato il modo di svolgere il proprio lavoro in un particolare ambiente come quello delle carceri.

“Non siete più custodi per non far fare del male ma per far fare il bene”. In questa frase pronunciata da don Pasquale il senso della mission della Penitenziaria che oggi ha la consapevolezza che l’attenzione verso questo lavoro, delicato e importante, debba essere sempre maggiore. Spesso non si ha sufficiente contezza di quanto le donne e gli uomini della Penitenziaria ogni giorno si trovino a svolgere un ruolo di grande complessità, operando quotidianamente in situazioni particolarmente complicate.

Dopo le premiazioni dell’agente Maurizio Florestano e dell’assistente capo Tonino Maiorano, distintisi in due particolari interventi durante lo svolgimento delle proprie mansioni, un momento musicale a cura del Maestro Antonio Colasurdo ha chiuso le celebrazioni.

[box type=”info” ]Il messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

In occasione del 200° anniversario della costituzione del Corpo sono lieto di esprimere l’apprezzamento della Repubblica e di formulare le più vive espressioni di gratitudine alle donne e agli uomini della Polizia Penitenziaria per il costante e generoso impegno che pongono in un ufficio così prezioso per la sicurezza dei cittadini e la coesione sociale. Con spirito di servizio la Polizia Penitenziaria quotidianamente contribuisce al mantenimento dell’ordine ed asseconda il complesso percorso di rieducazione dei condannati, dando così adempimento ai precisi obblighi in tal senso sanciti dalla Costituzione. Nell’esercizio dell’attività di vigilanza, spetta alla Polizia Penitenziaria il difficile compito di far fronte alle situazioni di sofferenza e di disagio proprie della realtà carceraria, compito assolto, grazie all’abnegazione ed alla non comune professionalità degli appartenenti al Corpo, pur a fronte delle innegabili criticità del sistema carcerario. In questo giorno di solenne celebrazione, nel rendere omaggio alla memoria dei caduti nell’esercizio del dovere, e nell’esprimere ai loro familiari la vicinanza del Paese, rinnovo a tutti i componenti del Corpo, ai colleghi non più in servizio e alle loro famiglie, sentiti auguri[/box]

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