La “foglia morta” di Biondi ed altre storie di Paganese-Campobasso

Una delle partite più importanti della stagione e contro una diretta concorrente che affida proprio a questa gara una cospicua fetta di speranza per arrivare alla salvezza senza passare dai playout. Paganese-Campobasso, oltre che un match delicatissimo, è anche un gustoso revival del passato.

In particolare di quella volta che, sotto la pioggia battente e su un campo ridotto ad un pantano, i rossoblù di Pasinato riuscirono sul filo del 90′ ad artigliare due punti vitali nella corsa alla serie B, agguantata tre settimane più tardi. Successe tutto nel finale, prima un gol annullato a Scorrano su assist di Calcagni. Viene rilevata una posizione di fuorigioco che suscita non poche proteste nei confronti del direttore di gara. Ma pochi minuti più tardi ci pensa Biondi a “telecomandare” il pallone con una bellissima “foglia morta” imprendibile per Giordano. È il 10 maggio 1982, il giorno dopo la morte di Gilles Villeneuve. Sui pullman dei tifosi è la tragica perdita del pilota Ferrari del giorno prima a tenere banco. Ma quando si arriva al “Torre” cambia la musica.

Paganese-Campobasso torna dopo dieci campionati. Nel 2012 si imposero gli azzurrostellati, guidati da Palumbo, con un gol di Fava, uno che a Bologna ricordano per il gol decisivo della promozione in A, nel 2008 a Mantova.

Il primo viaggio del Campobasso a Pagani è datato addirittura 1934, ed è infruttuoso. I campani si impongono con un gol di De Cicco. Sarà una delle tre sconfitte stagionali, l’unica al di fuori dei due match con Battipaglia, l’antagonista per il salto in 1 divisione. Bisogna attendere un bel po’ per incontrarsi di nuovo. Quasi quarant’anni dopo, in serie D, il Campobasso ritrova (alla vigilia di Natale!) la Paganese sul “neutro” di Caserta e coglie l’unico successo esterno con un gol di Martinello.

Nel torneo successivo le due squadre sono per lunghi tratti le principali antagoniste del Benevento che andrà in C. Lo scontro al vertice di Pagani finisce 0-0 alla prima di ritorno. Il match si rinnova nella categoria superiore nel 76/77, con il Campobasso che riesce a bloccare sull’1-1 la matricola campana, guidata da Gennarino Rambone. Ci pensa Capogna a pareggiare la rete iniziale del Paganese Zanin.

Nel 1977 il Campobasso guidato da Fortini parte bene, ma cade per la prima volta proprio a Pagani, ci pensa Iannucci, uno che già con la maglia del Benevento aveva “purgato” il lupo. In C1, nel torneo 78/79, ancora 0-0, sul “neutro” di Frattamaggiore. Due anni dopo (14 dicembre 1980) la partita viene rinviata per l’assassinio dell’avcocato Marcello Torre, sindaco dc, presidente onorario del club, impallinato a morte dalla camorra ed a cui oggi è intitolato lo stadio. La gara si recupera il 21 gennaio e finisce 0-0.

Il risultato di partenza “piace” molto alle due squadre. Almeno questo dice la storia, che si ripete anche nel CND 93/94, sul neutro di “Sarno”, con il giovane “Football Campobasso” risalito dall’inferno dei campionati regionali dopo il doloroso fallimento del 1990.

Stefano Castellitto

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