Venerdì 10 ottobre decine di migliaia di studenti medi manifesteranno nelle strade di almeno 80 città italiane contro la riforma della scuola e la legge delega sul Jobs Act proposti dal governo Renzi. In Molise gli studenti saranno nelle piazze di Campobasso, Termoli ed Isernia, insieme ad associazioni e movimenti: si oppongono alla privatizzazione della conoscenza, rivendicano scuole ed edifici sicuri e chiedono ai decisori politici di fare subito scelte lungimiranti, in campo nazionale e regionale, in materia di diritto allo studio.
La consultazione pubblica sulla “buona scuola” sta entrando nel vivo e per il momento è online all’indirizzo labuonascuola.gov.it. Quello in corso è un esperimento di democrazia plebiscitaria.
Il Governo vuole evitare il conflitto e i due mesi di “grande dibattito diffuso” sulla scuola servono a confondere le acque, visto che in questo arco di tempo l’intenzione è portare a casa il Jobs Act, la riforma del mercato del lavoro più precarizzante e deleteria di sempre, anche evitando la discussione parlamentare. Gli studenti, che appartengono ad una generazione nata nella crisi e ormai sensibilizzata dai rischi mortali che la finanza comporta sulla vita e la sua riproduzione, hanno lanciato l’allarme: “Nel mezzo di una crisi economica causata proprio da una finanza sfrenata e senza vincoli — scrivono — il governo Renzi discute non su come porre regole e limiti alle speculazioni finanziarie, o su come ridistribuire le ricchezze, ma su come convincere l’1% di speculatori e alta finanza a investire sul sociale”. La battaglia dell’autunno studentesco sarà contro la finanziarizzazione dei beni comuni e la precarizzazione dei diritti delle persone.
Per questi motivi la FISAC Regionale sostiene l’iniziativa degli studenti e, unitamente alla FLC CGIL, sarà presente con proprie rappresentanze alle manifestazioni degli studenti.