Interrogazione al Ministro della Salute sulla casa degli orrori di Montaquila

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L’On. Laura Venittelli

“Sdegno e profondo sconcerto per quanto fatto emergere dall’inchiesta del Nas Molise e della Procura di Isernia sulla clinica degli orrori di Montaquila. Speravamo che la nostra regione fosse avulsa da simili orrendi accadimenti, ma la realtà è ben diversa. Un plauso innanzitutto all’opera investigativa degli inquirenti, che hanno permesso di debellare una piaga nel sistema socio-assistenziale del territorio, ma confidando in un iter giudiziario che conduca a pene esemplari in presenza di prove certe e inoppugnabili, non possiamo limitarci a questo”.

L’onorevole molisana del Pd Laura Venittelli interviene sulla vicenda che ha assurto alla ribalta nazionale ieri, sottoscrivendo l’interrogazione a risposta in commissione fulmineamente proposta dalla collega bergamasca del Pd Elena Carnevali su Villa Flora. “L’episodio dequalificante che ha gettato nuove ombre sul Molise deve rappresentare anche una occasione di riscatto per l’ambito socio-assistenziale, che andrebbe rivisto sotto nuove forme, aprendo un dibattito costruttivo su Sanità & Welfare”. L’onorevole Venittelli esprime solidarietà personale alle vittime dei soprusi e dei maltrattamenti e ai loro familiari, ribadendo come andranno rilevate anche responsabilità di omesso controllo per quanto avveniva nella Rsa di Montaquila.

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INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

Al Ministro della salute – per sapere, premesso che:

secondo quanto riportato dai principali organi di informazione, i Carabinieri dei NAS di Campobasso, Napoli, Bari, Salerno e Foggia con i colleghi dell’Arma territoriale, nelle province di Isernia e Campobasso, facendo irruzione nella  Residenza Sociale Assistenziale per anziani e malati psichiatrici, Villa Flora di Montaquila, hanno eseguito 13 arresti domiciliari a carico di un medico titolare e di infermieri e operatori socio-sanitari per maltrattamenti, sequestro di persona, lesioni, percosse ed abbandono di persone incapaci;

l’operazione è scattata dopo un’approfondita indagine e giorni di riprese effettuate con telecamere nascoste nella struttura, con le quali sono state registrate immagini di pazienti legati ai letti o trascinati per terra o, ancora, abbandonati nella sporcizia, spesso umiliati e trascinati con la forza contro la loro volontà, costretti a dormire direttamente sui materassi oppure sopra sacchi neri di nylon usati a mo’ di protezione per le incontinenze. Vestiti gettati a terra, lenzuola sporche e piene di feci, scarsa igiene e comportamenti autoritari da parte del personale impiegato per fornire ausilio alle persone ospiti e bisognose di aiuto. Dalle prime dichiarazioni del procuratore capo di Isernia, inoltre, si apprende che nella struttura non veniva rispettato il minimo riguardo per la dignità dei pazienti e, ad esempio, era prassi ordinaria la più totale  promiscuità tra maschi e femmine che venivano lavati nello stesso bagno e asciugati con le lenzuola sporche; 

le indagini delle forze dell’ordine sulla struttura, in cui sono stati ospitati dai 150 ai 180 pazienti per una retta mensile di 1.200 euro, sono partite a seguito della segnalazione dei familiari di un paziente che presentava insoliti segni di traumi sul corpo;

tale ultimo e gravissimo episodio di maltrattamenti nei confronti di persone anziane e disabili riporta alla memoria gli analoghi fatti che si registrarono nel giugno scorso negli “Istituti Polesiani” di Ficarolo, un piccolo comune di Rovigo, o a quanto avvenne nel dicembre 2013 nella casa di riposo di Castel Volturno, in provincia di Caserta;

la preoccupante recrudescenza di episodi di tale gravità, se, da una parte, potrebbe rappresentare il segnale di un’accresciuta sensibilità e attenzione degli inquirenti e dell’opinione pubblica sul tema del rispetto dei diritti dei malati, dall’altra, apre seri interrogativi sulla qualità dell’assistenza sanitaria in tali particolari strutture e sulla capacità del sistema sanitario e socio-sanitario nazionale di prevenire comportamenti e condizioni inaccettabili per il rispetto della dignità dei pazienti -:

quali siano gli elementi a disposizione del Ministero interrogato relativamente alle condizioni di assistenza e cura dei ricoverati presso la Residenza Sociale Assistenziale per anziani e malati psichiatrici, Villa Flora di Montaquila; 

quali urgenti iniziative intenda assumere, d’intesa con le regioni, per garantire una attenta e puntuale verifica preventiva circa le reali condizioni in cui è assicurata l’assistenza e la cura delle persone anziane e con disabilità presso le strutture sanitarie e di ricovero dedicate a tali particolari categorie di pazienti, in coerenza con l’obiettivo dell’umanizzazione delle cure, di cui all’articolo 4, del nuovo Patto per la salute per gli anni 2014-2016.

On. Elena Carnevali