Inpgi 2: prestito fino a 25mila euro a tasso zero e 500 euro a chi non ha beneficiato del W-In

La “sospensione del pagamento delle rate dei prestiti e accesso agevolato al credito” è stata approvata dal Comitato amministratore dell’Inpgi riunitosi, in videoconferenza, per la “Adozione di eventuali provvedimenti in favore dei lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata per fronteggiare l’emergenza derivante dalla diffusione del Covid-19”.

Approvate anche altre due delibere che non saranno immediatamente esecutive in quanto dovranno essere approvate dai Ministeri vigilanti: “Sospensione e differimento dei versamenti relativi al minimo contributivo minimo 2020 ed al saldo dei contributi sui redditi 2019” ed “Estensione del congedo parentale, ai sensi dell’art. 13, comma 3, del decreto Cura Italia anche ai giornalisti libero professionisti e co.co.co. iscritti alla Gestione Separata dell’Inpgi”.

La delibera relativa alla “sospensione del pagamento delle rate dei prestiti e all’accesso agevolato al credito” è destinata ai “colleghi che hanno in corso un piano di rateizzo per il rimborso di un finanziamento erogato dalla Gestione separata dell’Istituto e che potranno, autocertificando la situazione di difficoltà conseguente all’emergenza sanitaria in atto, ottenere la sospensione, fino ad un massimo di 12 mesi e senza sgravio di interessi, del pagamento delle rate dovute”.

Inoltre, gli iscritti all’Inpgi 2 che, a causa dell’emergenza, abbiano visto ridotti i propri compensi nel trimestre marzo-maggio 2020 in misura almeno pari al 33% rispetto ai compensi percepiti nel trimestre ottobre-dicembre 2019, potranno richiedere un prestito, a tasso zero, con piano di rateizzo della durata fino a 36 mesi, per un importo variabile in funzione dell’entità della riduzione del volume dei compensi e dell’anzianità contributiva presso la Gestione previdenziale, in un range comunque compreso tra 2.000 euro e 25.000 euro. I beneficiari non potranno chiedere il rinnovo del prestito che non è, comunque, cumulabile con altri prestiti erogati a giornalisti appartenenti alla stessa famiglia.

A tal proposito viene istituito un Fondo di Garanzia Solidale dell’ammontare di 10 milioni di euro e l’istituto potrà erogare prestiti fino a due volte la disponibilità del Fondo stesso, ovvero fino a un massimo di 20 milioni di euro.

In stand by, invece, le altre due delibere, a partire da quella destinata ai giornalisti iscritti alla Gestione separata che, nel 2019, abbiano conseguito un reddito esclusivamente da lavoro autonomo non superiore a 30 mila euro. Ad essi viene, infatti, concessa la facoltà di effettuare il pagamento dell’acconto sul contributo 2020 anche successivamente alla scadenza del 31 luglio 2020 e fino alla scadenza del saldo, prevista per il 31 ottobre 2021, senza applicazione di sanzioni e avvalendosi, ove richiesto, di una rateazione semestrale.

Inoltre, sempre in favore della medesima categoria di colleghi, il pagamento del contributo a saldo sui redditi 2019, la cui scadenza è prevista per il 31 ottobre 2020, potrà essere effettuato in modalità rateale, senza aggravio di interessi, fino a un massimo di 12 mesi. Con un’altra delibera è stata, infine, estesa anche in favore dei giornalisti iscritti alla Gestione separata la facoltà – già prevista dall’esecutivo per i lavoratori autonomi iscritti presso la Gestione separata dell’Inps – di usufruire di un numero di giornate di permesso per congedo parentale, fino ad un massimo di 15, per le quali è prevista l’erogazione di una indennità economica. Il beneficio è riservato agli iscritti con figli fino a 12 anni ovvero anche di età superiore, se disabili.

Naturalmente, dovendo certificare il reddito percepito nel periodo marzo-aprile-maggio 2020, i giornalisti non potranno presentare le domande prima del 1° giugno 2020. (giornalistitalia.it)

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L’erogazione di un’indennità “una tantum” di 500 euro per i giornalisti iscritti alla Gestione Separata dell’Inpgi (Inpgi 2) che, nell’ultimo triennio, hanno conseguito un reddito medio annuo compreso tra i 2.100 e i 30.000 euro, ma che non abbiano usufruito del programma di assistenza sanitaria integrativa W-In assicurato dalla Casagit.

È questa la misura di sostegno del reddito da lavoro autonomo deliberata, oggi, dal Comitato amministratore dell’Inpgi “in favore degli iscritti che abbiano subito una riduzione dell’attività lavorativa per effetto della situazione di emergenza connessa dalla diffusione dell’infezione da Covid-19”.

Si tratta di circa 1,4 milioni di euro annui, ovvero 4 milioni di euro complessivi, residuali dallo stanziamento di 9 milioni per le annualità 2019, 2020, 2021 previsto dalla convenzione Inpgi-Casagit. La delibera è riservata, dunque, agli iscritti all’Inpgi 2 (circa 2800) che non hanno aderito al programma di assistenza sanitaria integrativa assicurato dalla Casagit, con rimborso della quota di iscrizione di 500 euro annui a carico della Gestione separata dell’Inpgi. A condizione, ovviamente, di “trovarsi in difficoltà economica in seguito alla riduzione del lavoro dovuta alle misure adottate dall’autorità competente con il diffondersi del Covid-19 e di aver subito nel periodo marzo-aprile-maggio 2020 una diminuzione del reddito da attività professionale pari ad almeno 33% rispetto a quello riferito al trimestre ottobre-novembre-dicembre 2019”.

Per tutti gli iscritti alla Gestione Separata dell’Inpgi che non rientrano nella fascia di reddito contemplata nella delibera adottata oggi dal Comitato amministratore non resta, quindi, che attendere il decreto del Governo, annunciato oggi dal ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Nunzia Catalfo, finalizzato ad estendere alle casse di previdenza private, quindi anche all’Inpgi, l’indennità di 600 euro prevista per i lavoratori autonomi iscritti all’Inps. Naturalmente, dovendo certificare il reddito percepito nel periodo marzo-aprile-maggio 2020, i giornalisti non potranno presentare le domande prima del 1° giugno 2020. (giornalistitalia.it)