In Molise l’80% delle scuole aderisce al blocco degli scrutini contro la riforma della scuola

flc termoli (2)Nella giornata di ieri in tutte le scuole della regione sono iniziati gli  scrutini finali. I sindacati della scuola, dopo le mobilitazioni dei mesi scorsi, con manifestazioni, scioperi, flash mob e fiaccolate, non avendo avuto  riscontri positivi sulla piattaforma rivendicativa unitaria, hanno indetto lo sciopero per i primi due giorni di scrutinio. Dai primi riscontri effettuati nelle scuole molisane, oltre l’80% degli scrutini sono stati rinviati. Altissima l’adesione al Galanti, all’ITAS Pertini, allo Scientifico, alla Colozza, al Pilla ed all’ITI di Campobasso, nelle scuole di Agnone e di Isernia (Cuoco, Mattei, Majorana) a S. Croce ed a Termoli, soprattutto nelle scuole superiori.

In molte scuole i docenti si sono organizzati scioperando “a scacchiera”, impedendo di fatto lo svolgimento degli scrutini per tutta la giornata. Si tratta di un segnale di compattezza forte della categoria,  che mostra la determinazione dei docenti e degli Ata nel battersi fino in fondo contro un DDL contestato dalla stragrande maggioranza di coloro che operano nella scuola. Lo sciopero continuerà anche nei prossimi giorni, secondo le modalità legittimamente riconosciute dal Garante e  comunicate alle scuole nei giorni scorsi. Un ulteriore momento di mobilitazione per chiedere al Senato di modificare radicalmente un provvedimento che, se approvato, comporterebbe una gestione della scuola  autoritaria ed antidemocratica. Gli stessi dirigenti scolastici, attraverso i quali si vorrebbe far passare la svolta gerarchica, e che “dovrebbero” decidere su tutto (offerta formativa, assunzioni, mobilità e premialità) nella maggioranza dei casi sono consapevoli della pericolosità del modello di scuola che si vuole creare, con il rischio di essere oggetto di pressioni e controlli da parte di chi li strumentalizza per portare avanti un disegno gerarchico ed individualista. Invece di restituire tempo scuola, organici e risorse al sistema pubblico d’istruzione drasticamente ridotti, il governo  insiste  nel  voler far approvare un provvedimento raffazzonato ed ingestibile, con tante deleghe in bianco al governo, con nessuna attenzione alla collegialità insita nel lavoro docente, con una penalizzazione del personale precario e senza un’idea del tipo di offerta formativa occorra garantire agli studenti.

Si continua a privilegiare la scuola privata, finanziandola in modo indecoroso e si ridimensiona  il ruolo  centrale che la Costituzione assegna al sistema pubblico d’istruzione. Dunque, si tratta di un DDL che dovrà essere radicalmente modificato. La protesta  nelle scuole continua, oggi e nei prossimi giorni.