“Sono arrivato in macchina”. Con questa risposta agli esponenti del MoVimento 5 Stelle cittadino che lo aspettavano “al varco” di Palazzo San Giorgio per ricordargli che la linea ferroviaria in Molise è ferma a 30 anni fa, è ufficialmente iniziata la visita a Campobasso del viceministro alle Infrastrutture e Trasporti Riccardo Nencini, invitato per un confronto presso la sala consiliare dal Forum per il Trasporto Pubblico Molisano.
Argomento che è stato poi il leit motiv del dibattito introdotto dal Presidente del Forum Filippo Poleggi che nel ringraziare il senatore per la sua presenza ha introdotto i lavori parlando subito dell’argomento che da ieri tiene banco in regione, ovvero la fermata del Frecciarossa alla stazione di Termoli assicurata da dicembre prossimo dal ministro Delrio ed anticipata ai media dal Governatore Frattura. Il sindaco Antonio Battista si è soffermato più sui problemi ancora da risolvere, piuttosto che su quelli risolti: “Ben venga l’alta velocità nella nostra regione ma non possiamo dimenticare ad esempio il raddoppio della Termoli-Lesina, gli infiniti problemi che quotidianamente affliggono la tratta Campobasso-Roma, la mancanza di manutenzione e mezzi ormai cronica, l’elettrificazione della rete che non è completa. Insomma, bene il Frecciarossa ma chiediamo alla Regione e al viceministro Nencini di farsi da portavoce affinché si provveda a finanziare l’ammodernamento della rete ferroviaria di trasporto pubblico”.

L’obiettivo da perseguire, secondo il Forum, è quello di fare delle scelte ben precise e drastiche, ove opportuno. Il trasporto pubblico è cambiato: non si può più pensare di mantenere in piedi una linea che quotidianamente trasporta pochissimi passeggeri. Bisognerebbe convogliare il sistema trasporto su due uniche principali direttrici: Campobasso-Roma e Campobasso-Termoli. Fare in modo, di pari passo con l’ammodernamento stradale, che dai piccoli centri della nostra regione si possa raggiungere con più comodità le Fondovalli e la direttrice adriatica. L’assessore Pierpaolo Nagni si è soffermato invece sui problemi con Trenitalia: “Il governo dopo due anni e mezzo si è ricordato del Molise facendoci questo regalo del Frecciarossa a Termoli ma continuano i problemi col privato: basti pensare che dal 2013 il Molise ha finito di pagare i nuovi treni e, ad oggi, ancora non ne riceve alcuno. Abbiamo ancora in dotazione le vecchie vetture 663 con milioni e milioni di chilometri sulle spalle per cui il rischio di disservizi è sempre dietro l’angolo. Come Regione stiamo portando avanti una battaglia sociale da combattere tutti insieme per colmare il gap esistente dovuto a 20 anni di assenza di investimenti”.

Nel suo intervento il viceministro Nencini ha sottolineato e ricordato alla folta platea che “ormai da anni le Ferrovie si muovono sulla base di bilanci. La mia opinione è che una serie di servizi di natura pubblica come sono Sanità e Trasporti debbano ‘deviare’ per poter soddisfare prima di tutto il servizio e poi il bilancio, che pure però deve venire (vedi i bilanci di alcune Asl). Se voi vi aspettate miracoli da chi vi parla vi dico subito che io di miracoli non ne faccio. E’ semplice andare sul territorio, fare proclami e poi non mantenerli – afferma Nencini -. Anche perché stabilire oggi di fare una ferrovia o asfaltare una strada se tutto va benissimo comporta mediamente 13 anni e 6 mesi come tempo di realizzazione. L’impegno deve essere quindi quello di dare un occhio di riguardo alle linee interne. Il sud ha perso 800mila abitanti negli ultimi dieci anni di cui 540mila tra i 15 e i 34 anni: bisogna adeguare i servizi affinché il territorio non si spopoli altrimenti il treno chi lo prenderà? Da dicembre ci saranno 3 nuovi treni diesel che copriranno la tratta Campobasso-Roma.
Do un suggerimento, poi, all’assessore regionale Nagni sulla tratta ferroviaria Termoli-Ripalta (FG), che non è finanziata. Una tratta che vale 443 milioni di euro: nella legge di Stabilità già discussa Ferrovie gode di fondi pluriennali a partire da 8 miliardi e mezzo di euro: una parte per l’alta velocità, una per la manutenzione e una per la rete interna. Mi permetto di suggerire che su questa tratta c’è margine per lavorare entro questa pluriennalità. Un occhio di riguardo – conclude Nencini – al Trasporto Pubblico locale spesso e volentieri doppione gomma-ferro. Vi sono regioni dove questo doppione è decisamente in eccesso: se viaggiamo con un mezzo è inutile e dispendioso averne due semivuoti a disposizione”. M.S.