“Guai a chi prova solamente a distruggere il giocattolo calcio a Campobasso. Stiamo attraversando un periodo negativo ma il progetto è solido e va avanti. Verranno tempi migliori”. Questo in sostanza il pensiero della società rossoblu che oggi, nella persona del presidente Giulio Perrucci, ha incontrato la tifoseria ribelle presso lo stadio per chiarire alcuni aspetti dell’andamento negativo di questo avvio di stagione.
“Se si rompe il giocattolo, qualche sostenitore della società viene stuzzicato o colpevolizzato senza motivo, c’è il rischio che vada tutto a carte 48. Se ci sono contestazioni da fare, che vengano fatte solo ed esclusivamente alla mia persona; mi assumo tutte le responsabilità di un eventuale fallimento”. Il presidente si riferiva ai numerosi sponsor che, chi più chi meno, tengono in piedi la realtà rossoblu con enormi sacrifici, anche personali. Ma, se da una parte si fa quadrato su tutto lo staff societario (ma anche tecnico), dall’altra questo può essere interpretato anche come un segnale di debolezza, un filo molto sottile sul quale poggia un castello che può crollare da un momento all’altro lasciando intendere che, tutto sommato, questo progetto non poggi su fondamenta di cemento armato. Che tradotto significa che alla prima difficoltà potrebbe morire Sansone con tutti i Filistei…
Detto questo il nutrito gruppo di tifosi che ha scambiato due chiacchiere con il patron ha puntato il dito su alcune scelte tecnico-tattiche del mister Cappellacci ma, soprattutto, sullo scarso attaccamento alla maglia della maggioranza dei calciatori che la domenica scendono in campo solo per la presenza, senza quella passione e voglia di vincere che hanno caratterizzato anni addietro le formazioni rossoblu vincenti. Qualcuno ha parlato del capitano, quel Filippo Gattari che non avrebbe dovuto far rimpiangere Tonino Minadeo e che invece alla terza giornata ha preso un ingenuo cartellino rosso lasciando i suoi per tre giornate di squalifica. E poi l’inesperienza della difesa. Insomma una disamina dell’andamento di queste prime giornate di campionato davvero disastrose; una disamina civile e composta però, senza toni alti, ma che deve arrivare dritto al cuore degli atleti che ancora non si sono calati nella realtà calcistica campobassana dove l’importante non è partecipare, passando attraverso la tifoseria. E per questo c’è solo da lodare l’idea del presidente di parlare a quattr’occhi con tutti. ms