Dal Comitato Cancellieri Esperti 2024 riceviamo e pubblichiamo la seguente nota.
«Il Comitato nazionale Cancellieri Esperti 2024 intende sottoporre con forza a Colleghi, Ministro, Governo, Stampa ed opinione pubblica la gravissima ingiustizia che il Ministero (proprio quello che dovrebbe invece essere della Giustizia) sta ponendo in essere nei confronti dei propri validissimi dipendenti.
Oltre agli atavici problemi che affliggono tutto il comparto (gravi vacanze in organico, stipendi accessori più bassi fra tutti i ministeri della Funzione Pubblica, ed avendone anche il rapporto numerico opposto e lesivo fra componenti area 2 e 3, la sostanziale infruibilità di ogni ipotesi di Smart working, il blocco di turnover e di mobilità. .. ) vogliamo sottolineare quelli che stanno costringendo moltissimi di noi (l’abbandono è pressoché quotidiano) a lasciare il lavoro di Cancelliere, a causa delle incomprensibili azioni poste in essere contro la Categoria.
Ci riferiamo all’ultimo CCNL le cui conseguenze non solo non sono sanate, bensì aggravate dal contratto integrativo attualmente in discussione tra Ministero della Giustizia e OO.SS..
Dalle bozze (prossime ad approvazione) emerge per la seconda area l’irragionevole ed immotivato appiattimento della figura del Cancelliere (oggi Cancelliere Esperto, che ne era figura apicale) su quelle che ne rappresentano da sempre la base (conducenti di automezzi, centralinisti e operatori), nonostante l’evidente disomogeneità di attribuzioni e responsabilità fra le stesse.
Pur riconoscendosi pari dignità a tutte le figure, è impossibile non avvedersi del fatto che il Cancelliere, per la peculiarità delle competenze conferitegli dalla Legge e per la rappresentatività dell’Amministrazione verso l’esterno (ad esempio, nella procedura di liquidazione delle spese di giustizia, nella conformizzazione degli atti, nonché nella procura di accettazione e rinuncia dell’eredità) è erroneamente inserito nell’area 2 anziché nella 3, essendo investito di funzioni/ attribuzioni sovrapponibili a quelle del funzionario giudiziario, e ben lontane da quelle delle altre figure poste in area seconda che, perlomeno, prima del CCNL “della discordia” erano ben distinte, ma che con le famiglie professionali sembrano divenire un unicum con stessa paga base e sostanziale interfungibilità di funzioni, nonostante le altre figure non si inseriscano – come fanno invece i cancellieri – nei processi di immedesimazione organica con la P.A.
A tale errore il MG era già stato costretto, in tempi recenti, a sopperire a seguito di varie pronunce giudiziarie tramite la migrazione in area funzionari a seguito di procedura ipersemplificata, ma lo ha imperterrito riproposto poi, addirittura aggravandolo.
Peraltro la l. 161 del 2016, a seguito di rimodulazione dei profili professionali, ha destinato il Cancelliere Esperto ad un’attività di collaborazione qualificata al Magistrato nell’ambito dell’Ufficio per il Processo, anche con compiti di raccordo tra quest’ultimo e le Cancellerie. Con tale previsione si è voluto riconoscergli la peculiarità delle proprie competenze e, nel contempo, favorire il potenziamento di questa importante articolazione in seno agli Uffici Giudiziari, intervenendo nei processi organizzativi volti a supportare in modo organico l’attività del Magistrato.
Per tale figura – che in prospettiva sarebbe dovuta divenire centrale di ogni riforma – si decise di affiancare un sostanzioso gruppo di ulteriori 2700 unità ai pochi rimasti in servizio che non erano passati ad area funzionari col cosiddetto 21 quater.
ln tale ottica, nel 2020/2021 si è indetto un concorso che aveva l’ambizione di arruolare personale altamente specializzato richiedendo titoli e competenze elevati e, ciò nonostante, sottoponendo i candidati a severissime selezioni su un programma e prove estremamente impegnative su ben 8 materie.
Ebbene oggi – dopo aver attratto con false promesse oltre 2700 nuovi cancellieri molto competenti, dopo che quelli provenienti dall’esterno hanno abbandonato le loro nobili professioni per convergere ad una figura apicale del MG e dopo che quelli interni hanno studiato per un concorso impegnativo per ottenere una progressione (ciò ha spesso comportato per essi cambi di sede lavorativa, perdita di anzianità di servizio utili alle progressioni , rinuncia a più alti livelli economici già maturati) – si ritiene ingiustamente di appiattire tutti i Cancellieri verso il basso, eliminando la crescita che gli interni avevano faticosamente raggiunto e riducendo ex avvocati in carriera ai nuovi “manovali” della giustizia, facendo crescere tutti gli altri ed appiattendo ogni ruolo. Tutto ciò, addirittura privandoli di alcuna speranza di crescita, neppure in prospettiva.
Appare evidente l’intenzione di destinare quegli spazi ai neoassunti che avrebbero dovuto essere “a termine” stabilizzando gli AUPP, inserendoli in area terza (a seguito di un test a risposta multipla vertente su programmi ridotti di materie non di indirizzo), mentre i Cancellieri Esperti investiti di funzioni di raccordo tra il Magistrato e la Cancelleria vengono assimilati alle figure disomogenee di seconda area.
ln particolare il Concorso del 2020 ha selezionato personale molto qualificato, per titoli e/o per esperienza, prevedendo quale requisito di ammissione alla prova orale l’aver svolto con onore la Professione di Avvocato per un minimo di 2 anni (nei fatti, solo coloro che avessero maturato almeno 1 5 anni di anzianità professionale sono riusciti ad essere ammessi alla prova), l’essere GOT o VPO o l’aver prestato servizio in favore dell’Amministrazione per almeno 3 anni!
Si tratta di una palese violazione dei valori costituzionali fondanti la normativa di settore, che potrà essere superata solo con l’immediato posizionamento di tutti i cancellieri in area 3 con conservazione della qualifica di cancellieri esperti. Ciò con priorità rispetto a qualunque nuova assunzione/stabilizzazione nell’area e con una spesa decisamente irrilevante per le casse dello Stato che si sta giovando da anni di personale altamente qualificato, con una retribuzione base parificata alle altre figure della stessa area nonostante le macroscopiche differenze!
A QUESTA INGIUSTIZIA, A QUESTA LESIONE DEI NOSTRI DIRITTI, INTENDIAMO REAGIRE…. DAREMO VOCE AL NOSTRO MALCONTENTO CON TUTTI GLI STRUMENTI CHE Cl VENGONO RICONOSCIUTI DALLA LEGGE E DALLA NORMATIVA NEGOZIALE. PERTANTO PROCLAMIAMO SIN D’ORA LO STATO Dl AGITAZIONE DELLA CATEGORIA INVITANDO TUTTI I COLLEGHI AD UNIRSI A NOI PRIMA CHE SIA TARDI!».