Il consigliere regionale con delega alla Cultura Domenico Ioffredi in una nota esprime tutto il suo ringraziamento all’organizzazione e agli attori che hanno messo in scena l’opera di Heiner Muller all’interno della casa circondariale di Larino.
“Articolo 27 della nostra Costituzione: “… Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato”. Casa Circondariale di Larino, 10 giugno 2016. Quattordici detenuti, affiancati da una Barbara Petti più che ispirata e guidati dal visionario Nicola Macolino, interpretano in modo letteralmente coinvolgente Die Hamletmaschine di Heiner Muller, accompagnati dalla fisarmonica di Alessio Paradiso. Urlano esorcizzando, danzano schernendosi, ci parlano traducendo in dialetto o in lingue incomprensibili monologhi ora strazianti, ora minacciosi, o ancora introspettivi, amari. Si sente il profondo livello di compenetrazione raggiunto con fatica, la memorizzazione di un testo certamente non intuitivo, il rispetto per i ruoli.
Il pubblico, un’ottantina di presenze, segue in piedi un percorso all’interno della struttura, quattro scene in altrettanti ambienti che normalmente osservano regole, tempi e riti ben diversi. Due ore intense, tese, che alla fine sfociano in un applauso forte, liberatorio, presente e partecipe che dura oltre dieci lunghi minuti. Grazie alle coordinatrici del progetto Petronilla Di Giacobbe, Angela Pietroniro, Rosamaria Ricciardi. Grazie al Direttore Penitenziario Rosa La Ginestra, grazie a Giovanni, Emanuele, Fabio, Francesco, Maurizio, Ali, Marcello, Pasquale, Vincenzo, Carmelo, Karim Mohamed, Ahmed, Rubin e Silvester, grazie per avermi fatto sentire orgoglioso di ospitare in Molise un’eccellenza di questo livello, per aver seguito in modo così mirabile il principio enunciato nella nostra Costituzione, grazie”.