Non solo coronavirus. O meglio: la fortissima ribellione che si sta registrando in queste ore in diverse carceri italiane scaturisce proprio dal divieto dei colloqui con i familiari in via preventiva per scongiurare nuovi contagi. Per il momento nessun problema si registra nella casa di reclusione di via Cavour, nel capoluogo, ma nella vicina Foggia è guerriglia da questa mattina.
Circa 300 persone hanno avviato una violenta protesta, degenerata nella distruzione di alcuni uffici interni al carcere di via delle Casermette e addirittura nell’evasione di una cinquantina di detenuti che avrebbero fermato automobilisti per strada per poi rubare le vetture e fuggire verso chissà dove. La maggior parte di questi è stata già fermata e riportata in carcere mentre una decina sarebbe ancora in fuga. Posti di blocco, ovviamente, predisposti ovunque in tutta la città di Foggia ma anche sulle immediate vie di collegamento, come la SS 645 che conduce dalla Daunia a Campobasso dove, all’ingresso in città, si notano code di automobilisti sottoposti a controllo da parte delle forze dell’ordine.