Non è smaltito ancora l’incubo per le votazioni del 4 marzo, che già incalza quello sulle elezioni regionali nel Molise.
Seppur attento alla campagna pubblicitaria sul “Rosatellum”, un ultraottantenne di Guardialfiera, entra in cabina inquieto e s’accorge di non aver capito granché intorno al complicato sistema misto, tra maggioritario e proporzionale. Al dispiegare l’immensità della nuova scheda, è assalito da una crisi di panico: una farraginosa distribuzione di nomi, di listini; l’impicciato supplemento del bollino antifrode; i caratteri di stampa pressoché illeggibili; la incipiente demenza e la trepidazione di non cavarsela nel ripiegare il lenzuolo, il tutto, insomma, si tramuta in tragedia. La sua matita ha esitazione; perde la calma.
Non ritrova lo stemma che fino a poco prima, insieme alla moglie, aveva riconosciuto sui manifesti attaccati al corridoio del seggio e neppure il nome prescelto del candidato da votare. Scorrono i minuti, cresce l’affanno. Si sente umiliato ed imbestialito con se stesso. Ed ecco, scova d’improvviso un nome che gli pare riconducibile allo schieramento prescelto, e finalmente tira su la croce!
All’istante successivo, viene però fulminato dall’apparire di quel nome cui avrebbe dovuto votare. Ed è contento, perché non ha riconsegnato ancora la scheda e, perché, presuppone l’ipotesi d’una qualsiasi giusta norma finalizzata alla verbalizzazione ed all’annullamento d’una scheda – in cabina – involontariamente ed irregolarmente così votata. E, schiudendo la tendina, bisbiglia al Presidente la carità per un’altra scheda. No! Non è possibile.
E’ vero. Lo conferma al pomeriggio l’Ufficio Elettorale della Prefettura che, ammettendo la banalità della norma vigente, assicura di segnalare il caso di Guardialfiera al Viminale per una urgente e onesta riparazione.
In alcuni seggi della Regione hanno poi passata la notte a disquisire indecorosamente sulla contestazione di due schede di dubbia lettura! Ma l’articolo 2 della Costituzione non avrebbe già dovuto riconoscere al vegliardo (forse non troppo rimbecillito) di Guardialfiera “il diritto inviolabile della sua personalità nell’adepimento dei suoi doveri inderogabili umani e politici?”.
vds