Sono trascorsi ormai diversi giorni dalla serata del Gran Gala molisano qui a Montreal. Dopo aver consumato la pista da ballo e aver cantato a squarciagola con i sindaci molisani presenti, io, come gli altri Canadesi, sono tornata alla routine quotidiana qui in Canada, mentre i nostri ospiti sono rientrati in Molise.
Un ricordo inebriante, quello di sabato 7 maggio, serata in cui sono giunta al Plaza di Montreal e in sala c’erano già centinaia di persone. Siamo stati tutti accolti con un abbraccio da parte del comitato organizzatore. Indossando un abito bello, diverse signore hanno mostrato le paillettes, quasi tutte i tacchi. I signori, dal canto loro, hanno annodato il papillon o la cravatta più bella, e indossato i calzini a colore. Tuttavia il segno distintivo più evidente è stato il nostro sorriso, quello più bello, perché quello era un momento di festa, e il modo più giusto per rendere omaggio a tutto questo era divertirsi e approfittare della bella serata!
Ho incontrato subito i primi cittadini delle varie località molisane che avevo avuto l’occasione di conoscere nei giorni precedenti e tra una battuta e l’altra, ci si è ritrovati all’insegna della convivialità. Seduta al mio tavolo con mia madre, guardavo con interesse le persone attorno a me. I politici erano accessibili e aperti a discutere con chiunque fosse presente e partecipe. Gli imprenditori sembravano contenti di poter approfittare di un così libero momento. I sindaci provenienti dal nostro Molise si sono distinti per la loro allegria. Abbiamo mangiato bene, brindato e bevuto altrettanto, ballato come se fossimo tutti protagonisti di una festa liceale, cantato e persino composto un trenino tra una risata e l’altra. Ma abbiamo anche guardato con ammirazione il video presentato dal presidente della giunta regionale del Molise Paolo di Laura Frattura sui quattro elementi della natura presenti in Molise. Era orgoglioso di presentare ai Molisani emigrati in Québec, immagini che mostravano un Molise vero, autentico ma anche moderno e fiero.
Il Presidente della Federazione delle Associazioni Molisane nel Québec, Tony Zara ha consegnato due borse di studio a due studenti universitari di origine molisana. Due ragazzi timidi ma felici, che si sono sforzati di pronunciare un discorso in italiano. Ascoltandoli, non ho potuto far altro che pensare alle mie figlie che parlano l’italiano con un forte accento “canadese”. Durante la serata, tra un ballo e un altro, mi sono tornate in mente delle frasi apprese a scuola o intercettate qua e là. In particolare una: “si apprezzano di più le persone e le cose quando le si perdono”. Concordo pienamente con questo concetto. Tutti noi che eravamo lì intrisi di nostalgia ma consapevoli della scelta fatta, lasciare il Molise, ciascuno con le proprie ragioni, per perseguire sogni e obiettivi personali e professionali. Uno stile di vita diverso. Allora, perché permane tutto questo attaccamento alla nostra regione?
Dubbi e riflessioni né instillate, tanto meno risolti da ricerche sociologiche o antropologiche. La mia risposta è tutto tranne che scientifica. Ma solo chi ha lasciato le proprie radici, i propri affetti e la propia casa lo può capire. Per sapere dove te ne vai, devi sapere da dove vieni. Se non hai radici forti, il vento della vita ti spazza e strapazza da una parte all’altra e finisce che non sai più chi sei. Più di 550 persone hanno celebrato le proprie origini molisane a Montreal la settimana scorsa. E da Montreal arriva un messaggio forte e chiaro: il Molise esiste. E resiste.
Ci vediamo in Molise!
Nancy Rossi
[box type=”note” ]Le parole di Nancy – ha commentato il Governatore Frattura – sono il senso piu intenso del breve viaggio appena fatto in Canada: l’abbraccio con il Molise lontano. Grazie a Nancy, Grazie a tutti: Vi aspettiamo, il Molise vi aspetta!
Il racconto di Nancy è caloroso e vivbrante appassionato, emozionante! Esso interpreta e trasmette al meglio i sentimenti di tutti noi verso l’appartenenza alla terra di origine. (Direttivo della F.A.M.Q.) [/box]
