Alle 11.32 in punto la campana all’interno del cimitero ricorda a tutti quel terribile 31 ottobre 2002, giorno in cui la tranquilla cittadina di San Giuliano di Puglia fu devastata dal sisma che causò il crollo della scuola elementare Francesco Jovine, sotto le cui macerie rimasero uccisi 27 piccoli bambini e la loro maestra.
Tanti sono i rintocchi della campana che spezzano il silenzio di questo dodicesimo anniversario della SCIAGURA (così titolava all’epoca il principale quotidiano regionale di cui orgoglioso facevo parte) alla presenza di tanti familiari delle piccole vittime e di autorità civili e del mondo politico attuale e dell’epoca.
Quel maledetto giorno io c’ero. Accorremmo appena ci fu data notizia dal corrispondente da Termoli insieme alla collega reporter, dopo aver smaltito la paura in piazza Vittorio Emanuele a Campobasso, perché anche noi lo avvertimmo distintamente e forte. Ho rivisto oggi diverse persone che quel giorno trovai a scavare, anche a mani nude, per tentare di salvare quanti più bambini da sotto le macerie di quella che doveva essere la loro seconda casa, il posto più sicuro fuori dall’uscio della propria dimora. Di molti non ho mai conosciuto i nomi, ma non ho mai dimenticato ad esempio il signor Modesto Petacciato che pure nel crollo della Jovine ha perso un figlio. Oggi l’ho rivisto dopo 12 anni e mi sono commosso perché lo ricordavo sporco di polvere di cemento intento a togliere
calcinacci e mattoni e, al contempo, a spiegare l’accaduto ai giornalisti in quei terribili momenti. Al posto di una palazzina fatiscente dove salì per scattare due foto dall’alto, ne ho trovata una nuova di zecca, colorata, ben rifinita. Tanto è stato fatto in questi anni: San Giuliano di Puglia è stata completamente ricostruita, con criteri moderni questa volta. Ho rivisto la palestra, all’epoca poco più di un capannone dove il 3 novembre di quell’anno furono celebrati i solenni funerali delle piccole vittime e della loro maestra. Adesso è un palazzetto moderno con affianco una bellissima piscina e una scuola enorme, forse anche troppo.
Dopo la benedizione del parroco, la “Giornata della Memoria” è proseguita con il corteo partecipato che si è diretto verso il Parco della Memoria, sorto sulle macerie della scuola dove, quasi a ricomporre l’aula di quella Prima Classe Elementare, incisi nel ferro ci sono tutti i nomi dei suoi scolari. Le associazioni di volontariato hanno poi deposto delle corone di fiori davanti alle quali il Prefetto Francescopaolo Di Menna, il sindaco di San Giuliano di Puglia Luigi Barbieri e il Presidente della Regione Molise Paolo Di Laura Frattura si sono raccolti per un momento di preghiera e ricordo. (emmesse)