Non si placa la rabbia dei genitori della scuola Primaria Don Milani, dopo la decisione dell’amministrazione comunale di trasferire gli scolari nella struttura, da ristrutturare e rendere sicura, di via Gorizia. Pubblichiamo una lettera inviataci dagli stessi genitori della classe II B.
“Avremmo voluto iniziare questa lettera come la precedente con un “Egregio Signor Sindaco” ma stavolta questa apertura sarebbe risultata molto in contrasto con le cose che pensiamo.
Siamo i genitori della 2b della scuola Don Milani, ancora noi, ancora una volta cerchiamo di dare voce ai nostri pensieri, cerchiamo di farci ascoltare, pur consapevoli che “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”. Via Gorizia. Il crollo della (seppur minima) fiducia nei confronti di questa amministrazione comunale. Non è una scelta da buon padre di famiglia che pure il Primus Inter pares dovrebbe ricercare. Che senso ha inviare i nostri figli in una struttura tanto fatiscente da farci rimpiangere quella da cui siamo fuggiti? Che idea può essere smembrare una scuola, una delle più efficienti di Campobasso? Che ragioni ci sfuggono? Via Gorizia.
Una strada angusta che non consentirebbe neppure minimamente di far fronte ai necessari spazi di parcheggio che una scuola per non residenti imporrebbe. Una scuola spezzettata i cui docenti sarebbero costretti a spostarsi come palline da ping pong. Soprattutto bambini NON IN SICUREZZA. D’accordo, siamo i soliti malpensanti, i soliti che si lamentano di tutto, siamo i cittadini contestatori a prescindere. E allora immaginiamo che lei abbia ragione. Immaginiamo che questa scuola che ci offre sia sicura per i nostri figli. Immaginiamolo, anche se non senza fatica. Quell’edificio non è pronto. Quell’edificio va adeguato. Il bando non c’è ancora. L’assegnazione verosimilmente non avverrà prima di gennaio. Da quel momento occorrerà attendere 60 giorni per i lavori, se tutto va bene. Da Natale a Pasqua, in pratica.
E i nostri figli? Cosa pensa che dovrebbero fare nel frattempo? Continuare i turni pomeridiani? Crede che sia possibile chiedere ancora questo sacrificio ai bambini che in qualche caso non hanno compiuto ancora 7 anni? Costretti a fare i gufi, a vivere al contrario, a rinunciare a giocare con i propri amici di sempre, a fare sport, a pranzare con i genitori ecc. ecc. Come risponde a questo? Con la beffarda ironia utilizzata in Consiglio? Le sembra una decisione da buon padre di famiglia? Noi siamo convinti che non lo sia. Sappiamo che i nostri figli sono rondini e non gufi e che come tali vanno trattati. Siamo convinti che questa decisione sia, nella migliore delle ipotesi, improvvisata.
Siamo convinti che i nostri figli meritano una scuola migliore e noi meritiamo certamente amministratori più appassionati e competenti. Cordiali Saluti”.