«Come amministrazione comunale abbiamo rispettato le direttive della Questura di Campobasso». Il sindaco di Campobasso ha fatto chiarezza, attraverso una conferenza stampa on line, su quanto accaduto durante l’incriminato rito funebre rom che ha causato il contagio di almeno una ventina di persone appartenenti alla stessa comunità.
Il video diventato virale in pochissimo tempo, ritrae l’auto con il feretro del defunto all’uscita della sua abitazione in via Liguria attorniato da diverse decine di persone senza rispetto delle regole di distanziamento e dispositivi sanitari ed è stato girato «da una persona che in un primo momento l’aveva condiviso solo con pochissimi altri, forse per timore. Qualche giorno dopo gli uomini della Questura – afferma Gravina – ne sono venuti in possesso e hanno cominciato ad indagare, identificando almeno i due terzi delle persone presenti e sanzionandone diverse. Per quanto mi riguarda gli uomini della Polizia Locale, ricevuto l’avviso, si sono recati al cimitero per vigilare sulla tumulazione (come si nota nelle fotografie circolate sulla rete, ndr.). Ci avevano informato anche della volontà di celebrare il funerale presso la chiesa di San Pietro per cui siamo immediatamente intervenuti vietando al parroco qualsiasi tipo di funzione. La tumulazione, tuttavia, resta possibile per tutti nel rispetto delle norme sanitarie per quel che concerne la presenza di congiunti ma, all’arrivo della Polizia locale, dopo un fuggi fuggi di diverse persone, ne sono rimaste solo una decina, come si evince dalle foto e da un video in nostro possesso».
Per quel che concerne, ora, i prossimi passi che Comune-Regione-Asrem sono chiamati a compiere Gravina ha poi parlato di altri tamponi effettuati nella giornata di ieri e di oggi su tutti coloro che abbiano avuto a che fare in questi giorni con la numerosa comunità rom campobassana, radicata da decenni sul territorio. «Mi sentirò con il Presidente Toma per fare il punto della situazione ma, a mio parere, non vi sono le condizioni per dichiarare il capoluogo “zona rossa” in quanto sappiamo bene che la comunità in questione è chiusa in se stessa per natura propria e difficilmente ha contatti al di fuori di essa. Se, tuttavia, i casi di positività dovessero salire dovremo prendere delle decisioni per salvaguardare la popolazione intera ma difficilmente si potrebbe pensare ad una struttura di accoglienza anche per evitare discriminazioni e ghettizzare una comunità che fa parte del tessuto cittadino a pieno titolo».
[highlight]In chiusura sono stati letti i dati aggiornati ad horas: risulterebbero 20 nuovi positivi di cui 15 di etnìa rom, 1 di Campobasso, 3 allievi Carabinieri e una persona nel comune di Baranello.[/highlight]