Seicento tifosi al seguito per quella che sarà certamente una festa in salsa rossoblù. La finale playoff per il Campobasso domenica (ore 16) è già di per sé un premio ad una stagione che sembrava nata sotto una stella cattivissima, quasi perfida nel sottolineare gli errori del “lupo”, brutto e malconcio nella prima parte del torneo, ma poi capace di risalire la corrente dalla zona play-out ed arrampicarsi fino al terzo posto.
Al “Mancini” di Fano, seguito da una massa di tifosi che d’incanto si sono ritrovati (550 nel settore ospiti, rigorosamente sold-out), il goloso Campobasso di Favo, oltre alla torta già in frigo vuole mettere pure la ciliegina. L’ultima conferenza stampa del mister è un caleidoscopio di emozioni, che spazia dalla gara di Fano al bilancio stagionale, strizzando l’occhio al futuro. Sul Fano: “Grande avversaria, partita benissimo poi ha pagato a caro prezzo la sconfitta con la Samb. In due anni però hanno fatto tantissimi punti, e due secondi posti. Solo all’ultimo le abbiamo rubato il titolo di miglior difesa. Non avranno Lunardini e Sartori, forse mancherà loro un pizzico di esperienza, ma la rosa è di quelle ricche ed importanti”. Sul Campobasso e i suoi ragazzi: “Abbiamo fatto il percorso inverso. A loro non posso dire nulla, né creare pressioni ulteriori. Anzi andiamo là pur sapendo di avere a disposizione un solo risultato, con la gioia di esserci e la spensieratezza che ci ha portato a vincere pure sette gare fuori casa. Non vedo perché cambiare proprio ora”. Sull’ambiente: “Si avverte un’aria diversa, grande attesa, grande attenzione sui social e sui media, ma non ci faremo condizionare”. Sulle assenze: “Qualche soluzione in meno sugli under è il mio solo rammarico. Non ci sarà Di Pasquale, speriamo di recuperare almeno Grazioso. Degli altri, tutto bene, anzi anche col Matelica qualcuno di loro tipo Scimò, ci ha dato una grossa mano”.
Sul passato: “Siamo arrivati sin qua e ci piacerebbe prenderci quest’ultima soddisfazione. Quando sono arrivato ne abbiamo pareggiate tre e poi persa una. Era un periodo di costruzione per me della squadra ed un momento di riflessione della società. Ora raccogliamo i frutti di un lavoro fatto a 360°, con il direttore Minadeo e tutto il mio staff. Un lavoro cui hanno contribuito tutte le componenti del club con delle scelte difficili che poi si sono rivelate azzeccate. La rosa è stata ridimensionata e ringiovanita ma non ha perso di qualità. Ho quasi aspettato Campobasso, un po’ me la sono cercata. Sapevo che c’era la famiglia Falcione con la quale mi ero trovato benissimo a Trivento, sapevo che avrei lavorato in piena autonomia tecnica e in un contesto ottimale. E poi, dissi allora e lo ripeto adesso, i molisani sono brava gente…”. Sul futuro? “Vado in vacanza per qualche giorno, staccherò la spina sapendo di avere la coscienza a posto. Altri discorsi non li so anche perché la Federazione ancora non chiarisce per bene alcune cose. La società per programmare ha bisogno ancora di un po’ di tempo, capire anche che tipo di campionato può fare”. Sul figlio Vittorio, avversario per la terza volta in stagione: “Questa è la nota dolente” – sorride, però, n.d.r. – “Sugli spalti ci sarà tutta la mia famiglia, i miei genitori in primis. Non vorrei essere nei panni di mia moglie, lei sa già che sarà contenta a metà. Vittorio è cresciuto molto, spero di avergli inculcato anche la mia professionalità. Dopo la gara ci berremo anche qualcosa insieme… non subito però, sia chiaro! Sarà una festa, ripeto, per noi è bello giocare questa partita ma, già che ci siamo, proveremo anche a vincerla”.
I precedenti – Sono otto a Fano, tra campionato e play-off. Cinque vittorie granata e tre pari nelle ultime tre visite al “Mancini”, l’ultima l’1-1 dello scorso novembre. Nell’ultimo incrocio, a Campobasso, vittoria rossoblù per 2-0. Arbitrerà il match Gentile di Seregno, assistito da Di Giacinto di Teramo e Salvalaglio di Legnano. S.C.