Su Facebook durante l’orario di lavoro, operaio licenziato. La Filctem-Cgil sul piede di guerra

Dalla Filctem-Cgil Molise riceviamo e pubblichiamo la seguente nota.

La Vibac, quella che 4 anni fa aprì una procedura di licenziamento collettivo per chiusura dello stabilimento, ottenendo con questa minaccia (rivelatasi poi infondata) che i lavoratori rinunciassero a qualche migliaio di euro all’anno ottenuti con la contrattazione di secondo livello, ha licenziato un padre di famiglia! Il diritto dell’azienda di disporre del destino di un padre di famiglia con moglie e due figli però, dovrebbe essere esercitato contestando violazioni gravi e verificabili! In questo caso invece l’azienda ha prima irrogato al lavoratore una sanzione di [highlight]due giorni di sospensione per dei post su facebook ritenuti offensivi dalla stessa [/highlight]e poi, dopo che il lavoratore era stato indotto da ciò a comportarsi bene, anche grazie all’intermediazione della CGIL, lo ha colpito durissimo imputandogli dei [highlight]presunti accessi durante l’orario di lavoro, sempre su facebook.[/highlight] Ora, al di là del fatto dell’indimostrabilità degli accessi senza la geolocalizzazione resta incomprensibile il danno provocato all’azienda che non viene né menzionato, né descritto! Sarà, ma i danni di solito sono evidenti e le aziende ci tengono a renderli noti, magari anche ingigantendoli!

LA VIBAC QUINDI LICENZIA UN PADRE DI FAMIGLIA PER VIOLAZIONI CHE PRODUCONO DANNI PRESUNTI, NOTI SOLO ALL’AZIENDA!

[highlight]Invece quando un lavoratore si fa male in azienda,[/highlight] come è successo più di una volta nelle scorse settimane, [highlight]il silenzio dei dipendenti, impauriti dalle reazioni scomposte dell’azienda, fa passare in secondo piano questi eventi.[/highlight] Poi capita pure che a qualcuno non viene dato seguito ad una contestazione disciplinare e lì ti viene il dubbio che forse, solo perché non si racconta all’esterno che ci sono tanti pallet di materiali in giro per lo stabilimento (causa appunto di incidenti sul lavoro) viene omesso di dare seguito a contestazioni disciplinari… La tensione però è arrivata ad un livello intollerabile e i dipendenti della Vibac sono confusi perché non capiscono dove l’azienda vuole arrivare! È diventato tabù parlare di montagne di materiale stipate dappertutto e senza criterio con grave compromissione della sicurezza sul lavoro, sennò l’azienda si incattivisce più del dovuto! Se poi a ciò aggiungiamo più di 50 cambi di mansione praticati negli ultimi anni (tra cui anche qualche RSU), il quadro diventa più chiaro sull’aria che si respira in Vibac!

Infine, quando si parla di premi di partecipazione, in un’azienda a pieno regime produttivo ed in forte ripresa, si scatena il putiferio con raffiche di contestazioni disciplinari, spostamenti a mansioni diverse del personale e azioni dilatorie per spostare sempre più avanti nel tempo le riunioni! Non ci stiamo a questo gioco al massacro che vede un’azienda in piena ripresa, che assume gente ed alla quale interessa solo il profitto! Vogliamo che a ciò corrisponda anche una grande attenzione alla sicurezza e alla dignità dei lavoratori! Decine e decine di lettere di richiamo ed interventi continui del sindacato per ristabilire un clima che non torna più quello giusto da troppo tempo, rendono invivibile questa realtà lavorativa! Per noi il licenziamento di un padre di famiglia è un giorno di lutto e nei giorni di lutto non si lavora!

PER QUESTO MOTIVO PROCLAMEREMO A BREVE UNO SCIOPERO NEI PROSSIMI GIORNI PER RESTITUIRE UN MINIMO DI DIGNITA’ A CHI VIENE PRIVATO DEI MEZZI PER SOPRAVVIVERE CON UN LICENZIAMENTO INGIUSTO, IN ATTESA CHE GLI VENGA RESTITUITA LA DIGNITA’ PER INTERO DA UN’AULA DI TRIBUNALE!