Elia Rubino: «Terza confraternita a Campobasso? Una bolla di sapone…»

In merito ad un articolo apparso nei giorni scorsi su una testata online ci scrive il ricercatore Prof. Elia Rubino.

«”La scoperta. Due studiosi ‘riscrivono’ la storia di Campobasso. Ritrovato atto del ‘500: esisteva la terza confraternita”.

Questo l’altisonante titolo di un articolo apparso su un quotidiano on line del Molise un po’ di giorni fa. Si riferisce ad una scoperta pubblicata su Academia.edu da parte di due ricercatori molisani. E così io, che mi interesso da anni e, spero, con umile lavoro di ricercatore, delle confraternite e dei Misteri di Campobasso, sono stato subito attratto dal titolo.

Si parla, nell’articolo, di  una scoperta che permette di riscrivere la storia di Campobasso. Con animo speranzoso mi sono immerso nella lettura del saggio. Conclusioni? Una “bolla… di sapone”. E vi spiego il perché.

I due giovani (e si vede) ricercatori, sostengono di aver “scoperto” (addirittura) un atto notarile sulla fondazione della Confraternita del Rosario di Campobasso e da questo atto fanno un lavoro di ricostruzione della Confraternita, apprezzabile in alcuni passaggi. Forse, prima di arrogarsi la “paternità” di questa “scoperta” dovevano leggere la pagina 133 del testo Campobasso nel 1688 del grande e appassionato studioso di storia  molisana, Padre Eduardo di Iorio. Nelle note di commento storico all’Apprezzo del Nauclerio, l’autore cita il presunto atto ritrovato dai nostri, con un evidente commento. Ma ancora, al di là di strane affermazioni (tipo, la Cattedrale di Campobasso nel 1500 era la Trinità: ma se la sede vescovile era in Bojano!) sembra che i nostri ricercatori abbiano dimenticato che prima di scrivere e di pavesare ai quattro venti una “scoperta altisonante” vanno visti gli studi precedenti in una sorta di status quaestionis. E difatti nella bibliografia sono omessi tutti quei testi di autori che già avevano studiato l’argomento approfondendone vari aspetti. (Dallo storico volume di Ziccardi nell’edizione riveduta e piena di documenti dell’Albino fino all’ultimo mio lavoro Le mani del cielo, in cui si cercava di dare ordine alla storia campobassana, “riscrivendone” vari eventi e approfondendone altri). Ebbene avrebbero “scoperto” che nell’Archivio diocesano di Campobasso, Elisabetta D’Onofrio, funzionario ora in pensione dell’Archivio di Stato di Campobasso, per anni aveva messo ordine ai documenti e alle “Bolle” presenti nel sito.

Elisabetta fu così disponibile da guidarmi nello studio per riordinare la storia delle confraternite che, in Campobasso, non erano certo solo due o tre: ce ne erano tantissime, tutte documentate da Bolle pontificie. E così i nostri ricercatori avrebbero “scoperto” che la confraternita del Rosario era stata fondata già molti anni prima, come rivela l’indice del Bullarium, ed insieme ad essa tante altre volute dalle due confraternite rivali.  E ancora i nostri ricercatori, leggendo Le mani del Cielo, avrebbero “scoperto” l’importanza della confraternita di Sant’Antonio Abate e di San Leonardo.

Siccome ogni tanto appaiono “scoperte” del genere, mi è sembrato utile e opportuno puntualizzare, per aiutare i campobassani e i giovani “ricercatori” ad immergersi più serenamente in una storia meravigliosa quale quella delle confraternite di Campobasso. I Bullaria dell’Archivio della diocesi di Campobasso-Bojano potrebbero offrire tanto altro materiale, ma andrebbero “lette” con attenzione spendendo una notevole messe di lavoro, non superficiale e scontato, anche a causa delle difficoltà di leggibilità. Dunque una storia di “bolle”, non certo di sapone!».

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