“La discussione in Consiglio regionale sulla riforma del sistema idrico integrato si è trasformata nel teatro dell’assurdo. Abbiamo assistito da un lato a un centrodestra che ha cambiato strategia in corso: prima ha deciso di non partecipare al voto, per giunta compromettendo un emendamento chiave che poteva garantire la gestione pubblica dell’acqua. Dall’altro il centrosinistra si è mostrato dilaniato tra correnti e strategie, la maggioranza ha traballato e lo abbiamo letto negli occhi di tutti i presenti. Noi siamo rimasti fermi sulle nostre posizioni, fieri della nostra coerenza.
Eravamo pronti a tutto pur di far cadere una legge nata male e cresciuta peggio. Gli altri hanno provato a rincorrerci e a trascinarci appresso alle loro strategie. Noi siamo andati avanti per la nostra strada, certi delle nostre idee. Restano senza risposta i nostri dubbi sulla strada percorsa che con ogni probabilità non porterà alcuna garanzia per una gestione pubblica dell’acqua, sulle risorse finanziarie che dovranno impiegare i Comuni per l’istituzione e il funzionamento di Egam, nonché sui rapporti che potranno instaurarsi con Molise Acque. Ma soprattutto i costi per i cittadini aumenteranno. Comunque sia ora la palla passa ai sindaci che hanno una grande responsabilità”.