Economia e prezzi, emergenza sociale conclamata: ADOC chiede a istituzioni e politica più serietà

I dati diffusi di recente dalla Direzione per gli Affari economici della Commissione europea non fanno altro che gettare benzina sul fuoco: precipita ancora la fiducia dei consumatori arrivata a nuovi minimi storici e sotto i livelli raggiunti all’inizio della crisi del Covid a luglio. L’indicatore è sceso di 3,2 punti nell’area euro a -27 e di 3 punti nell’Ue a -27,3. A ciò si aggiunge la situazione politica italiana che ha gettato il nostro Paese nella più totale incertezza per il futuro.

E quello che si pensava potesse rappresentare un fenomeno momentaneo è oramai una vera e propria emergenza sociale: i prezzi aumentano e con essi anche le speculazioni e le famiglie oramai sono costrette a rinunciare anche al necessario. I consumatori sono scesi in piazza lo scorso 10 giugno presentando una propria piattaforma di interventi strutturali a favore delle famiglie e per contrastare in modo serio ed efficace le manovre speculative.

Se crollano i consumi delle famiglie crolla l’economia del nostro Paese. Lo dicono i dati ISTAT sulla composizione del PIL italiano che per il 57,3% è generato dagli acquisti effettuati dai privati. In autunno, se non prima, rischiamo di avere un’inflazione sopra il 10%; e l’inflazione è la tassa più ingiusta ed iniqua perché colpisce i risparmi, le retribuzioni e le pensioni.

«L’auspicio” – dichiarano Roberto Tascini Presidente di Adoc nazionale e Nicola Criscuoli responsabile regionale – “è che ci sia, da parte di politici ed istituzioni, un alto senso di responsabilità e una maggiore serietà verso il Paese che superino le barriere degli schieramenti e dei colori e si cerchi di restituire certezze e serenità alle famiglie, ai cittadini, ai consumatori. Ora non si scherza più».

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