Il Procuratore Generale della Corte d’Appello di Campobasso Guido Rispoli ha introdotto questa mattina la conferenza stampa indetta per portare a conoscenza di una maxi operazione a contrasto dell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti condotta nella notte a Campobasso e in diversi comuni del basso Molise, della Puglia e nell’avellinese. Circa 200 Carabinieri dei comandi di Campobasso, Foggia e Avellino, uomini dei reparti della Puglia, 11 unità cinofile provenienti da Chieti e della Guardia di Finanza hanno dato vita a quella che è stata definita operazione “Lungomare”.
22 misure cautelari effettuate nella giornata odierna, 16 durante le indagini dei giorni scorsi, 1 arresto in flagranza di reato oggi e tantissime intercettazioni telefoniche e ambientali hanno fatto sì che l’operazione sia arrivata a stroncare un vero e proprio commercio al dettaglio di sostanze stupefacenti (eroina, cocaina e hashish) all’indomani dell’importantissimo convegno tenutosi ieri presso l’Unimol proprio sul problema della droga nella nostra regione. «In pochi mesi abbiamo registrato circa 1400 cessioni di droga – ha detto il Procuratore Nicola D’Angelo che ha avviato una vera e propria campagna d’informazione a contrasto –. La nota positiva è che questa volta le persone ascoltate hanno parlato. Un ringraziamento particolare a chi opera nelle forze dell’ordine che, non dimentichiamolo mai, corrono rischi tutti i giorni, particolarmente in questa operazione nella quale potevano avere anche brutte sorprese».
Il Comandante Provinciale dei Carabinieri Col. Emanuele Gaeta, da poco insediatosi, dopo aver ringraziato i suoi uomini e la Procura, ha spiegato come siano cambiate nel tempo le modalità di approvvigionamento della droga stessa: «Il centro principale per il rifornimento dei tossicodipendenti molisani è San Severo (FG) e paesi limitrofi. Prima, però, il viaggio era verso la città pugliese. Ora, invece, dal momento che il commercio era ed è ritenuto florido, la malavita ha pensato bene di mettere radici in Molise: prima Campomarino, Termoli e Larino, poi anche a Campobasso prendendo in affitto appartamenti trasformati in centri di spaccio direttamente sul posto, consentendo il commercio 24 ore su 24. Attraverso un linguaggio in codice – ha continuato Gaeta – era possibile acquistare Nicola (eroina) piuttosto che Michele (cocaina) telefonando direttamente ad un numero sempre attivo. Con questa operazione – ha concluso il Colonnello – abbiamo disarticolato un’organizzazione che si stava impossessando del territorio della nostra provincia in maniera preoccupante».