Don Milani, il Presidente del Consiglio d’Istituto Simonetti: “Via Gorizia scelta non sostenibile. Forse scontiamo qualcosa…”

Dal Presidente del Consiglio di Istituto Comprensivo “I. Petrone” Nicola Simonetti riceviamo e pubblichiamo la seguente nota:

“Da Presidente del Consiglio di Istituto non posso che allinearmi su quanto espresso dalla Dirigente Battista Prof.ssa Maria Cristina nella lettera inviata a Codesta Amministrazione Comunale in data odierna, a seguito della decisione presunta dal Sindaco Battista, nell’ultima commissione edilizia, di inviare parte (una parte) della Don Milani nel plesso di Via Gorizia, rafforzando dove necessiti. Mi riferisco infatti all’ipotesi, meglio, alla decisione emersa ed espressa dal Sindaco Battista.

Qui siamo al topolino che partorisce l’elefante?! Mi chiedo come, dopo due mesi, nei quali abbiamo in più occasioni espresso singolarmente, con l’Associazione SMB, con le Docenti e con la stessa Dirigente Scolastica e Genitori tutti, l’esigenza di trovare una soluzione sostenibile e fruibile, per uscire dagli “assurdi” doppi turni, che doveva valutare le esigenze didattiche, zonali, di accesso e fruizione delle varie disabilità, dei percorsi formativi compresa la didattica relativa al “percorso senza zaino”, percorso che prevede ambienti e organizzazione diversa degli “spazi scuola”, Codesta Amministrazione Comunale possa palesare la decisione di trasferire la Don Milani su ambienti che hanno a disposizione unicamente 15 stanze. Soluzione ASSOLUTAMENTE IMPRATICABILE per il numero delle classi che dovrebbero essere interessate a questo eventuale trasferimento. Si ribadisce che attualmente la situazione reale è che le classi interessate ai doppi turni sono 18: con l’articolazione oraria dei docenti impegnati nelle attività didattiche in orario antimeridiano e pomeridiano, in quanto, a seguito di distribuzione delle classi di scuola media in ambienti di fortuna ed adattate, frequentano in orario antimeridiano 11 classi di scuola primaria… (è chiaro, quindi che la problematica è di gestire 29 classi della primaria con un volume di 500 alunni circa).

Questa Amministrazione Comunale non ha inteso, come ormai prassi, ascoltare NESSUNO e tanto meno NESSUNA ESIGENZA OPERATIVA da chi ogni giorno, segue, amministra, e si adopera, confrontandosi sistematicamente con chi presta la propria opera nella scuola. Scuola PUBBLICA ed OBBLIGATORIA. SCUOLA PUBBLICA CHE DEVE MANTENERE CARATTERISTICHE DI SICUREZZA ED ACCOGLIENZA. SCUOLA SENZA BARRIERE. SOCIALI E FISICHE. Lo sforzo profuso per organizzare e disporre del personale, che oggi sta sostenendo una situazione di emergenza, che non sempre emerge e viene vista dalle parti esterne alla struttura, compresi genitori ed amministratori, DEVE rispondere ad esigenze, anche, contrattuali e sindacali… io mi chiedo come può essere pensata una soluzione che spacchetti e sposti di alcuni chilometri classi che per opportunità operativa dovrebbero essere accolte in un unico stabile?! Vi chiedo come si possa pensare che le insegnanti, che operano su più classi e il cui proprio e singolo orario è sviluppato, organicamente, su intrecci e disponibilità aggiuntive, possano effettuare il servizio spostandosi da un plesso di via Gorizia ad un plesso a via Alfieri, mantenendo quelle condizioni di sicurezza e di vigilanza che attiene a loro quando in servizio. Certo l’Amministrazione ci ha invitato ad essere “collaborativi” ma, nessuno ha mai detto, del resto non spetta a noi cittadini, come gestire le proprie risorse in termini di soggetti operanti nella stessa. Forse non sarebbe stato utile CHIEDERE, CAPIRE e CONFRONTARSI prima di decidere un qualcosa che è l’opposto della COLLABORAZIONE? [highlight]Forse dobbiamo pagare una richiesta lecita eseguita dall’associazione e ormai a conoscenza della cittadinanza scolastica tutta?! Dobbiamo pagare lo smembramento ed il conseguente depauperamento di una offerta formativa che può creare criticità ad altre realtà cittadine?![/highlight] La stessa scelta futurista, presentata dal Sindaco, oggi, del nuovo plesso scolastico adiacente alla stessa Petrone e Istituto Agrario, chi ospiterà se il prossimo 6 febbraio 2017 scadranno le nuove iscrizioni, ed i genitori che dovranno effettuare delle scelte, non potranno farle vista la “nostra inconsistenza strutturale?!”.

Nota a margine, se tale scelta impropria sarà “comandata”, quali saranno le conseguenze legate alla mobilità della nostra “amata città giardino”?!… noi avevamo creduto ad un segno di umiltà che portava al centro l’attenzione ai bambini… questi sono venuti meno su quei diritti… le nostre proposte non avrebbero leso il sacrosanto diritto di tutti gli scolari e studenti della nostra Città di avere una scuola moderna e sicura, le nostre proposte quali “moduli scolastici eco-sostenibili” sarebbero stati una ottima  opportunità per Codesta Amministrazione di modernità ed adeguamento agli standard europei, che in vista di una paventata quanto non ancora certa costruzione di un nuovo plesso scolastico avrebbero consentito un uso delle stesse anche temporaneo per altre situazioni di criticità ed emergenza che purtroppo la nostra realtà edilizia e territoriale comporta e che potrebbero emergere dalle risultanze degli studi di vulnerabilità. Ma Codesta Amministrazione sembra preferire, data l’ultima Commissione, adeguamenti a macchia di leopardo con spese per adeguamenti sismici su più scuole senza garantire la sicurezza effettiva degli stessi…”.

Nicola Simonetti – Presidente consiglio di Istituto “I. Petrone” – Campobasso