Don Milani, fumata bianca in Commissione comunale ma la soluzione non piace ai genitori

“Comunico alla Commissione e al pubblico presente in aula che, dopo aver avocato a me la delega all’edilizia scolastica, la scuola Primaria Don Milani uscirà dai turni pomeridiani dal 15-20 gennaio dopo essere trasferita presso la struttura di via Gorizia”. Queste le parole rimbombate nell’aula consiliare di Palazzo San Giorgio questa mattina ad apertura dei lavori della Commissione Lavori Pubblici chiamata a dare risposte “definitive” ai 600 alunni e famiglie della scuola di via Leopardi.

Ad un iniziale sgomento da parte dei presenti in aula, compresi molti membri consiglieri della commissione, ha fatto repentinamente seguito la rabbia, tanta rabbia covata e repressa da più di un mese dalle famiglie e dai docenti. Vera e propria bagarre in aula al momento dell’intervento del sindaco Battista in risposta alle diverse repliche dei consiglieri di minoranza, quando si è toccata la sensibilità di quei bambini che, ingenuamente e con animo candido hanno più volte a lui indirizzato lettere di richiesta di aiuto. Il modo apparso ai più quantomeno fuoriluogo e provocatorio infatti, Battista ha sottolineato che l’emergenza doppi turni finirà a metà del prossimo mese, con buona pace dei piccoli che “potranno tornare a pranzare con i genitori e a dormire con i fratellini…”.

La D’Ovidio di via Gorizia

Immediatamente fuori dall’aula tra le grida la stragrande maggioranza dei genitori presenti, compreso il consigliere di Democrazia Popolare Francesco Pilone il quale aveva già manifestato tutto il suo disappunto per la decisione adottata in un intervento precedente. Sulla stessa lunghezza d’onda anche i consiglieri Cretella, Gravina e Tramontano i quali, concordi nella non adeguatezza della decisione, hanno commentato da diverse angolazioni la vicenda. “Questa decisione la si poteva prendere 6-9 mesi fa essendo già a conoscenza dei problemi di diverse scuole e della volontà di ristrutturare il plesso di via Gorizia – ha affermato Cretella -. Più che per la decisione di oggi ritengo che questa amministrazione sia colpevole del fatto di aver perso solo tempo in tutti questi mesi pur essendo consapevole dell’emergenza che prima o poi sarebbe scoppiata e continuerà a scoppiare”.

Di “morte dell’Istituto Comprensivo Igino Petrone” ha parlato il consigliere Tramontano che nel suo intervento ha ricordato come “non è solo in ballo la didattica e la tranquillità delle famiglie ma l’intera economia di un quartiere che con questa decisione non iscriverà più i bambini in via Leopardi e, di conseguenza, non vi saranno più iscrizioni alle medie di via Alfieri fin quando non verranno realizzate le nuove strutture sulle quali oggi si programma ma che vedranno la luce almeno tra 4-5 anni con tutte le conseguenze immaginabili che ne deriverebbero”. In effetti Battista ha parlato di una programmazione che porterebbe nell’immediato alla ristrutturazione e adeguamento della Francesco D’Ovidio di via Gorizia (70mila euro la spesa prevista) per l’emergenza e nel giro di qualche anno alla costruzione di una nuova sede della Don Milani, sui terreni di proprietà adiacenti l’Istituto Agrario e la stessa Petrone.

Altro tema non di poco conto il famigerato studio di vulnerabilità su alcuni edifici scolastici commissionato all’Università degli Studi del Molise per fare il punto della situazione sulla vita residua degli stessi. In sostanza se valga o meno la pena di investire centinaia di migliaia di euro o meno. “E’ chiaro – ha ribadito il primo cittadino – che se le risposte che ci verranno fornite ci chiedessero un impegno i spesa di 1 milione di euro sulla struttura di via Leopardi non se ne farebbe nulla. Ma se, al contrario, una spesa paragonabile a quella che andremo a sostenere per via Gorizia potesse mettere in totale sicurezza lo stabile da poco chiuso non si esiterebbe a prendere in considerazione questa ipotesi”.

Infine, ancora una volta, è stata rimarcata la totale mancanza d’intervento delle figure istituzionali che pure, in quanto tali, dovrebbero garantire il buon funzionamento della scuola regionale, a tutti i livelli: ancora una bordata per l’ufficio scolastico regionale che, al momento, non si capisce ancora da che parte stia. m.s.