Lo avevano preannunciato e questa mattina, puntualmente, hanno voluto fare chiarezza alla luce della conclusione dello studio di vulnerabilità e della sistemazione degli scolari della scuola primaria Don Milani presso l’Unimol. Gli esponenti di Democrazia Popolare, Francesco Pilone e Marialaura Cancellario, questa mattina hanno esposto i loro dubbi e le loro deduzioni in merito all’argomento, soprattutto per quel che concerne il tardivo intervento dell’amministrazione comunale nel chiedere e ottenere ospitalità nei locali di via De Santis e di via Scardocchia.
“Fermo restando che all’Unimol va il nostro caloroso ringraziamento, sinceramente non capiamo il motivo per cui il 19 dicembre scorso, in Commissione LL.PP., il primo cittadino, a nostra sollecitazione e preciso suggerimento di sondarne la disponibilità, abbia risposto che presso l’Ateneo non ci sarebbe stato posto per trasferire alcuna classe. – tuona Pilone – Oggi, all’improvviso, lo scenario è cambiato. Si è dovuta addirittura scomodare la delegazione di parlamentari molisani, soprattutto il Senatore Ruta. Ennesima dimostrazione della capacità di quest’amministrazione che è pari al 2 di coppe a briscola quando il palo è bastoni!”.
“Siamo stati lungimiranti e abbiamo visto giusto sulla questione Don Milani di via Leopardi – afferma Marialaura Cancellario -. Avevamo dei dubbi e, oggi, sono stati avvalorati dal risultato dello studio di vulnerabilità sismica condotto da Università di Tor Vergata e Unimol. Abbiamo chiesto con forza l’estensione dello studio a 11 edifici scolastici cittadini di cui uno (una materna) non era stato proprio menzionato dal precedente assessore Maio. I risultati li avremo a giugno, come dicono dall’Unimol, ma noi abbiamo bisogno di conoscere lo stato di sicurezza nell’immediato”.
Sostanzialmente l’attacco frontale alla giunta pone le sue basi soprattutto sulla mancanza di rispetto de decalogo approvato e messo a verbale all’unanimità nel consiglio comunale monotematico di fine anno scorso: “Lo stesso Presidente del Consiglio (Durante, ndr.) affermò che se non si fosse trovata soluzione entro il 15 gennaio si sarebbe dovuti andare tutti a casa. Mi sembra che, ad oggi, questo non sia avvenuto. Sono state disattese le promesse fatte in consiglio: attività ludiche convenzionate, nessuna. Anagrafe degli edifici scolastici on line, nessuna. Documentazione riguardante la sicurezza della Petrone di via Alfieri, non pervenuta. A noi un’opposizione costruttiva e propositiva ma staremo al balcone col coltello tra i denti e non lasceremo passare nulla. E’ il momento di fare delle scelte coraggiose, ora! Per quel che ci riguarda sull’edificio di via Leopardi non va investito neanche un centesimo. Bisogna abbatterla e investire nello stesso posto in modo da avere, tra 3-4 anni, un polo scolastico di quartiere come è giusto che sia. L’Istituto Comprensivo Petrone non è morto – sostiene Pilone – , né tantomeno è moribondo: si formeranno 3 nuove classi prime e ci saranno 109 nuovi iscritti alle medie, segno che c’è ancora la volontà di mantenere in vita la scuola al fianco di negozi, chiesa e tutti gli altri servizi della zona”.
Infine, dopo un accenno al “ritornello” di via Gorizia, l’edificio della Francesco D’Ovidio sul quale già sono partiti i lavori di ristrutturazione e miglioramento sismico, vera scommessa del primo cittadino, la notizia politica è quella di una mozione di sfiducia già pronta e per il momento sottoscritta e firmata dai due esponenti di Democrazia Popolare. “Per proporla occorrono almeno 13 firme. Molti consiglieri di opposizione sono pronti a sottoscriverla (compresi i 5 Stelle ndr.) ma cercheremo di coinvolgere anche quei consiglieri di maggioranza che, oggi, vivono un certo malcontento per come vanno le cose in Comune. Se questa amministrazione non è in grado di risolvere il problema dell’edilizia scolastica deve andare a casa”.