La Procura della Repubblica ha chiuso le indagini su L.M., il 37enne accusato di aver provocato l’incendio ad uno degli ingressi del Convitto Mario Pagano, il 2 aprile scorso intorno alle 5 del mattino, che causò come conseguenza la morte per infarto del 58enne custode Domenico De Maria nel disperato tentativo di spegnere le fiamme. All’uomo, dipendente di Poste Italiane in Emilia, è stato contestato solo il reato di “danneggiamento seguito da incendio”.
Cade dunque l’altra ipotesi formulata dagli investigatori nei giorni successivi all’episodio, quella di “morte come conseguenza di altro reato”. La Procura ha inviato all’indagato l’avviso di conclusione indagini, il 37enne ha ora 20 giorni di tempo per presentare memorie difensive o per chiedere di essere interrogato. Secondo la ricostruzione del magistrato l’uomo durante la notte “appiccò il fuoco a sacchetti contenenti carta riposti a ridosso del portone del convitto, seguì il parziale incendio del portone”.