L’avevamo lasciata nel settembre scorso in Slovenia dove, insieme ai colleghi di Miles Beyond, aveva da poco concluso il corso di addestramento Caves dell’Esa (Agenzia Spaziale Europea) della durata di quindici giorni, per astronauti di ben cinque agenzie spaziali: dalla Nasa al Canada al Giappone.
Daniela Barbieri, speleologa/esploratrice campobassana di nascita, è stata ospite questa mattina dell’I.I.S. “S. Pertini” di Campobasso invitata dal dirigente Prof. Umberto Di Lallo per parlare proprio delle sue esperienze, in particolare quella sui ghiacciai della Groenlandia e quella slovena, ma anche di come la Terra stia subendo notevoli mutamenti, più o meno importanti per l’essere umano. Con lei il Prof. Francesco Sauro, speleologo e docente di Geologia all’Università di Bologna, recentemente considerato dalla prestigiosa rivista Time tra i dieci millennials in grado di influenzare il destino del pianeta e tra i migliori “cervelli” d’Italia ancora non attratto, per fortuna, dalle sirene d’oltreconfine ma deciso a proteggere ed incrementare la sua ricerca esclusivamente in patria.
“Ghiacciai, esplorare il passato per studiare il futuro” è il titolo dato all’incontro con diverse classi dell’Istituto di via Scardocchia alla presenza del preside e di alcuni docenti con la moderazione del consigliere WWF OA Molise Fabio Vanni: «La parola d’ordine del nostro tempo è ‘esplorazione’. Dobbiamo continuare ad esplorare il nostro pianeta e tentare di cambiare ciò che c’è intorno» ha affermato in apertura.
«L’esplorazione in Groenlandia a 3000 metri sotto la calotta glaciale ci ha fatto scoprire diverse novità: dei piccoli laghi di acqua liquida durante la discesa testimoniano come, nonostante la temperatura scenda anche fino a -20°C vi è presenza di acqua allo stato liquido sotto i ghiacci e, di conseguenza, vita: batteri finora sconosciuti sono stati scoperti, in grado di resistere al freddo estremo, incastonati in coni di ghiaccio. – ha raccontato Daniela Barbieri attraverso la visione di immagini mozzafiato – Ma se sotto la calotta vi è acqua allo stato liquido ora, pensiamo cosa può accadere se continua a cambiare il clima… Con l’eventuale scioglimento dei ghiacci, nei prossimi anni città come Bangkok, le isole Fiji e la stessa Venezia potrebbero essere sommerse dall’innalzamento del livello del mare di circa 7 metri».
«Ciò che noi conosciamo – ha affermato invece il Prof. Sauro – è solo quello che vediamo ma, ad esempio, all’interno dei ghiacciai vi sono delle masse d’acqua liquida enormi che rendono la prospettiva futura molto più preoccupante perché non sarà necessario fondere tutto il ghiaccio giacché una sua parte, all’interno, è già allo stato liquido. Su questo stiamo studiando attraverso modelli matematici per capire quanto sono importanti questi flussi d’acqua. Si pensa al ghiaccio come qualcosa di inerme, ma così non è. Dove filtra la luce del sole c’è attività fotosintetica e quindi organismi viventi. Di conseguenza si producono sostanze come la clorofilla, che possiede pigmenti che danno origine a vari colori. Nel caso della calotta groenlandese abbiamo una fascia enorme di oltre 300 chilometri di ghiaccio scuro, il cosiddetto dark ice, dove vi sono delle alghe che proliferano sulla superficie e la assorbono insieme al calore del sole e si stanno espandendo molto velocemente. La vita ha un impatto molto forte sui cambiamenti climatici e potrebbe anche accelerare processi che noi ancora non conosciamo». Un viaggio affascinante e faticoso, dunque, verso il centro della Terra, non molto distante dalla fantasia del racconto di Jules Verne, con un occhio alla ricerca in senso stretto e l’altro rivolto alla conoscenza per tentare di capire quanto tempo resta ancora da vivere al nostro pianeta e al genere umano se non si decide una volta per tutte di affrontare l’immenso problema del cambiamento climatico prima che sia troppo tardi.


