Dall’assemblea dei genitori della Don Milani una scaletta di azioni per mantenere viva la protesta

assemblea-1Sembrerebbe attraversare una fase di stanca la protesta dei genitori della scuola Primaria “Don Milani” che, dopo aver subìto i turni pomeridiani e la mancanza di prospettive future in merito al ritorno al regolare svolgimento delle lezioni scaturita dalla riunione della commissione consiliare di venerdì scorso, stanno riorganizzando le fila per tornare a protestare, invece, come prima, più di prima.

Una sorta di fuoco sotto la cenere ancora brucia, però. E proprio questo fuoco ha animato l’assemblea di ieri, l’ennesima, presso l’auditorium dell’Igino Petrone di via Alfieri dove si sono incontrati rappresentanti di classe e genitori (meno del solito) per gettare le basi di una piattaforma di iniziative di protesta tese a tenere alta la guardia nei confronti di “un’amministrazione silente e, al momento, non rispettosa dei patti presi”. Al momento, infatti, i genitori lamentano il solo bando esplorativo per la ricerca di locali idonei ad accogliere 10 classi (sic!) emanato dalla struttura tecnica comunale. Un po’ pochino rispetto alle promesse fatte e sottoscritte nell’ordine del giorno scaturito dopo il Consiglio comunale monotematico del 3 novembre scorso.

Non abbassare la guardia, dunque, sembra essere l’imperativo più o meno condiviso dalla maggioranza degli intervenuti che, alla fine, sono giunti ad una scaletta di protesta che porterà, in primis, a sollecitare le tutta la classe dirigente, quella che conta: dal Prefetto di Campobasso al Vescovo, all’Ufficio Scolastico Regionale (alla finestra finora) al Governatore regionale per arrivare al Tutore Pubblico dei Minori e al Garante per l’Infanzia. Non tralasciando l’ipotesi di un esposto alla Procura della Repubblica ed alla Corte dei Conti.

E poi i media: alzare il volume della comunicazione attraverso contatti con la stampa nazionale tramite una manifestazione d’impatto, come potrebbe essere quella di fare simbolicamente lezione in piazza davanti a Palazzo San Giorgio. Un sit-in di protesta, occupazione, restituzione della tessera elettorale in segno di protesta e poi ancora un reportage e la richiesta di pareri clinici interessando gli ordini di categoria, medici, psicologi, pedagogisti, insegnanti. “Tutte iniziative possibili, da realizzare secondo un programma preciso con tempi e modalità rispettose della legge”. Il tutto per tentare di fare uscire da questa situazione i bambini. Perché, non dimentichiamolo, sono loro quelli che subiscono inconsciamente i problemi derivanti da questo stato di cose e loro devono venirne fuori, attraverso il lavoro congiunto di tutti, prima che il danno diventi irreversibile. Tant’è che il 15 gennaio, giorno del giudizio, per il Comitato i doppi turni comunque finiranno. A buon intenditor… M.S.