Criminalità in Molise, Matteo e Cefaratti: «La politica deve fare la sua parte»

«Esprimiamo un sentimento di profonda gratitudine verso il Capo della Procura D’Angelo e le forze di Polizia che stamani hanno condotto l’operazione antidroga denominata ‘Pinocchio’ eseguendo ordinanze di custodia cautelare a carico di diversi soggetti, oltre ad un controllo a tappeto con un numero altissimo di perquisizioni tra Campobasso, Bojano, Toro, Frosolone, Campodipietra e Bologna».

Così i consiglieri regionali di Orgoglio Molise Paola Matteo e Gianluca Cefaratti da alcuni mesi fortemente impegnati nell’analisi di fatti e dinamiche riguardanti la droga in Molise. «Nell’attesa che la magistratura chiarisca fino in fondo i gravi fatti contestati – proseguono – verifichiamo quotidianamente che inquirenti e Polizia di Stato, stanno riportando risultati di rilievo per l’intera comunità locale. Quello di oggi è un episodio che fa ancora una volta riflettere e conferma che le attività illecite sono soggette a infiltrazioni esterne frutto della collaborazione tra la criminalità locale e la malavita non riconducibile al nostro territorio. C’è quindi bisogno di un impegno ancora più forte: occorre far sì che il lavoro capillare e professionale delle nostre Forze dell’Ordine sia affiancato dalla collaborazione attenta di tutti.

La politica e le Istituzioni, ai vari livelli, devono necessariamente dare prova della loro esistenza su questo tema decisivo per il futuro della nostra comunità e delle giovani generazioni – continuano Matteo e Cefaratti – Come amministratori dobbiamo mettere in campo tutte le forze, in nostra competenza, in modo da creare una diffusa cultura della sicurezza.

Specificamente, siamo al lavoro con la Commissione Speciale anti criminalità a carattere temporaneo, e infatti proprio oggi – mercoledì 30 ottobre –  si è tenuta un’audizione con l’obiettivo di svolgere un’attività di studio e approfondimento finalizzato alla conoscenza del fenomeno criminoso nel nostro territorio. Le audizioni proseguiranno con tutti gli organi di legalità anche per favorire uno scambio di informazioni utili per rendere più efficace l’attenzione sul territorio. E’ inoltre importante stimolare i cittadini a collaborare con le Forze dell’Ordine. Bisogna sapere che l’identità di chi dà informazioni è tutelata dalla legge. Spesso anche una notizia, un movimento, un segnale anormale, dato anche dai nostri figli, può essere prezioso per arrivare a grandi risultati come quello di oggi. Siamo vigili su tutta linea e vicini a chi da anni svolge un lavoro enorme per chi è caduto nella spirale della droga. Solo una settimana fa abbiamo visitato la comunità ‘Il Girasole’ di Rotello e abbiamo verificato la bontà dell’opera svolta dalla Comunità terapeutica Molise gestita da padre Lino Jacobucci. Continueremo a impegnarci per il territorio e su tutto il territorio l’emergenza droga è dentro casa nostra. Non possiamo esitare o permetterci distrazioni».

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